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Mirandola: «Sono stato rapinato» Ma aveva perso alle slot

Mirandola: «Sono stato rapinato»  Ma aveva perso alle slot

MIRANDOLA. È arrivato in treno a Mirandola nelle prime ore del mattino di lunedì e si è recato alla caserma dei carabinieri lamentando di essersi ritrovato vittima, suo malgrado, di una rapina. I...

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MIRANDOLA. È arrivato in treno a Mirandola nelle prime ore del mattino di lunedì e si è recato alla caserma dei carabinieri lamentando di essersi ritrovato vittima, suo malgrado, di una rapina. I militari, però, hanno ricostruito le varie fasi del racconto e si sono resi conto che la realtà era molto diversa rispetto quanto segnalato. È stato così denunciato, per simulazione di reato, un 38enne residente a Cento, nel Ferrarese, che lunedì mattina, intorno alle 7, è sceso alla stazione di Cividale. Da lì si è incamminato per raggiungere la caserma dove, davanti ai carabinieri, ha raccontato di essere stato vittima di una rapina. Entrando nei dettagli, il pakistano ha detto ai militari di essere stato avvicinato da tre persone e quei tre banditi lo avevano portato in un campo, costringendolo con la forza. E in mezzo di campagna lo avrebbero rapinato di tutto il denaro che portava con sé, circa 300 euro che aveva in tasca.
I carabinieri si sono subito insospettiti della versione dei fatti, certamente anomala per una persona arrivata ad un orario insolito in città. Quando hanno chiesto ulteriori dettagli, il 38enne ha fornito elementi contraddittori che hanno consentito all’Arma di capire che si trattava di un imbroglio. Il pakistano, infatti, non era stato rapinato da tre persone, bensì aveva giocato tutto l’importo alle slot machine e aveva inscenato la rapina per nascondere la verità. Per nascondere, dunque, il vizio del gioco che si era rivelato, ancora una volta, la causa di una perdita di denaro.
Grazie agli accertamenti effettuati dai militari di Mirandola è stato ricostruito anche il retroscena, che ha portato ad inventare la rapina. La presunta vittima lavora in una ditta tessile di Carpi i 300 euro gli erano stati prestati dal fratello a cui si vergognava di raccontare la verità e quei momenti di trans che lo avevano portato a “bruciarsi” tutto di fronte alle macchinette. (sa)

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