«Arriva il nuovo Despar? Un antidoto al degrado»
Alla Madonnina sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo market I commercianti della zona cercano di guardare il lato positivo della novità
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Forse si ritroveranno un po’ di concorrenza in più, ma d’altro canto la nuova attività porterà con sé nuovi clienti e nuove opportunità per il quartiere. Perché, mentre prima del cavalcavia le ruspe sono già al lavoro da diversi giorni, alla Madonnina si aspetta con fiducia l’arrivo del nuovo Despar, che sorgerà al posto del dismesso ‘Arte Cina’.
Un nuovo supermercato di medie dimensioni, il cui arrivo è stato reso possibile dallo ‘Sblocca Modena’, con relativo passaggio in Consiglio comunale, che riporterà il marchio Spar in città dopo tanti anni. E anche le attività commerciali che si troveranno gomito a gomito con il supermercato - a dividerli sarà solo il cavalcavia della via Emilia, che resterà il perno della viabilità anche con il progetto della ‘diagonale’ e la ricucitura dei quartieri - non sembrano preoccupate per il nuovo arrivo. «Penso che l’apertura del Despar sia una cosa positiva per la Madonnina - spiega Massimo Ferrari, titolare della macelleria di via Tabacchi - anzi, se aprisse davanti a me sarei anche più contento», incalza, indicando lo stabile abbandonato da tempo di fronte alla sua attività.
«Le piccole attività come la nostra non devono fare concorrenza alla grande distribuzione - riprende il macellaio - anche perché chi viene qui cerca un servizio diverso da quello che può avere in un supermercato. Ben vengano, quindi tutte le iniziative che contribuiscono alla riqualificazione della Madonnina, che del resto oggi sta molto meglio che in passato: la speranza ora è che si vada avanti con la ricucitura dei quartieri, arrivando ad aprire un varco sulla vecchia ferrovia tra via Uccelliera e via D’Avia, due zone ad alta densità abitativa».
Dello stesso avviso Giorgio Pigoni, titolare del negozio di ortofrutta sulla via Emilia ovest, sempre all’interno del piccolo ‘centro commerciale naturale’ della Madonnina, di fronte al bowling: «Con l’arrivo del Despar potremmo avere qualche piccolo contraccolpo iniziale - spiega - ma del resto chi vuole andare al supermercato oggi ha già molte scelte nel quartiere, mentre chi viene da noi sa di poter contare su una serie di aspetti, primo tra tutti quello di poter essere servito, che i supermercati non possono garantire. Mi chiedo però se la nuova attività riuscirà a ritagliarsi uno spazio, che credo sarà limitato al quartiere, perché i modenesi che vengono da fuori lo fanno per andare al Grandemilia. Certo, parlando di grande distribuzione, negli anni passati di errori ne sono stati commessi, primo tra tutti quello di costruire tre ipermercati e un numero considerevole di strutture di media dimensione in una città dalla popolazione piuttosto contenuta». Commercianti abbastanza ottimisti, insomma, per un’apertura che contribuirà a riqualificare un quartiere che problemi continua ad averne, come emerge facendo due passi nella prosecuzione di via Nicolò Biondo, uno stradello pedonale che costeggia il cavalcavia da una parte e le strutture della ‘Fratellanza’ dall’altra: di fianco a un gruppo di garage, in un’area piuttosto nota alle forze dell’ordine, ieri mattina c’era un’auto completamente bruciata e abbandonata.
Luca Gardinale
Un nuovo supermercato di medie dimensioni, il cui arrivo è stato reso possibile dallo ‘Sblocca Modena’, con relativo passaggio in Consiglio comunale, che riporterà il marchio Spar in città dopo tanti anni. E anche le attività commerciali che si troveranno gomito a gomito con il supermercato - a dividerli sarà solo il cavalcavia della via Emilia, che resterà il perno della viabilità anche con il progetto della ‘diagonale’ e la ricucitura dei quartieri - non sembrano preoccupate per il nuovo arrivo. «Penso che l’apertura del Despar sia una cosa positiva per la Madonnina - spiega Massimo Ferrari, titolare della macelleria di via Tabacchi - anzi, se aprisse davanti a me sarei anche più contento», incalza, indicando lo stabile abbandonato da tempo di fronte alla sua attività.
«Le piccole attività come la nostra non devono fare concorrenza alla grande distribuzione - riprende il macellaio - anche perché chi viene qui cerca un servizio diverso da quello che può avere in un supermercato. Ben vengano, quindi tutte le iniziative che contribuiscono alla riqualificazione della Madonnina, che del resto oggi sta molto meglio che in passato: la speranza ora è che si vada avanti con la ricucitura dei quartieri, arrivando ad aprire un varco sulla vecchia ferrovia tra via Uccelliera e via D’Avia, due zone ad alta densità abitativa».
Dello stesso avviso Giorgio Pigoni, titolare del negozio di ortofrutta sulla via Emilia ovest, sempre all’interno del piccolo ‘centro commerciale naturale’ della Madonnina, di fronte al bowling: «Con l’arrivo del Despar potremmo avere qualche piccolo contraccolpo iniziale - spiega - ma del resto chi vuole andare al supermercato oggi ha già molte scelte nel quartiere, mentre chi viene da noi sa di poter contare su una serie di aspetti, primo tra tutti quello di poter essere servito, che i supermercati non possono garantire. Mi chiedo però se la nuova attività riuscirà a ritagliarsi uno spazio, che credo sarà limitato al quartiere, perché i modenesi che vengono da fuori lo fanno per andare al Grandemilia. Certo, parlando di grande distribuzione, negli anni passati di errori ne sono stati commessi, primo tra tutti quello di costruire tre ipermercati e un numero considerevole di strutture di media dimensione in una città dalla popolazione piuttosto contenuta». Commercianti abbastanza ottimisti, insomma, per un’apertura che contribuirà a riqualificare un quartiere che problemi continua ad averne, come emerge facendo due passi nella prosecuzione di via Nicolò Biondo, uno stradello pedonale che costeggia il cavalcavia da una parte e le strutture della ‘Fratellanza’ dall’altra: di fianco a un gruppo di garage, in un’area piuttosto nota alle forze dell’ordine, ieri mattina c’era un’auto completamente bruciata e abbandonata.
Luca Gardinale
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