Avvocati: mai più 99 cause alla volta per un solo giudice
L’Ordine : «Vigileremo per evitare che succeda ancora» Pioggia di critiche: «Ammassati in una stanza, inaccettabile»
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Novantanove cause a ruolo in un giorno solo per un solo giudice: questa situazione da record ha portato alla luce una situazione grave che torna a colpire l’Ufficio del Giudice di Pace. Questa volta però per la sezione penale. L’ammasso di avvocati, testimoni e clienti nella giornata di martedì non è stato un fatto unico. E di quanto è accaduto è venuto a conoscenza anche l’Ordine degli avvocati di Modena. Il presidente Daniela Dondi si dice preoccupata per l’accaduto e per la situazione di grave disagio e confusione che si è creata attorno alla stanza di uno dei due giudici di pace penali.
«L’esercizio della giurisdizione - scrive l’avvocato Dondi - costituisce un servizio fondamentale per il cittadino e gli obiettivi dell’efficienza non possono mortificare la qualità della giustizia nelle aule giudiziarie. Un’iperbolica concentrazione di cause in un’unica udienza - con ciò che ne consegue anche in termini di decine di persone stipate indecorosamente per lunghe attese in ambienti inidonei a ospitarle - si traduce non solo nel mancato rispetto delle persone a qualunque titolo coinvolte nel processo penale (non solo avvocati, insomma, ma anche testimoni, imputati e parti lese) ma anche e soprattutto nello svilimento delle funzioni svolte dalle parti processuali e in un’inaccettabile compressione del diritto di difendersi».
L’ordine degli avvocati «si augura che l’accaduto sia solo frutto di uno spiacevole e isolato disservizio e vigilerà affinché la calendarizzazione futura delle udienze avvenga secondo criteri di razionalità».
La concentrazione di 50 persone alla volta per ore nell’unica stanza dove ha sede il giudice di pace - per la mancanza di un ufficiale giudiziario che chiami e faccia accomodare una persona alla volta per la sua udienza - ha prodotto una giornata di caos e di attese lunghissime.
«C’ero anche io e posso garantire che lo spettacolo era indecoroso - commenta un avvocato - il punto è che da quando hanno abolito i distaccamenti del giudice di pace in provincia tutto si svolge nel caos qui a Modena».
La critica è diffusa tra gli avvocati. Si ricorda che a Sassuolo si chiudevano mille pendenze all’anno con temni più che accettabili mentre oggi la situazione è diventata imprevedibile. «Lo Stato ha rinunciato alle sedi distaccate per risparmiare sugli affitti ma in cambio di cosa? Questo è un pessimo servizio», commenta un avvocato.
Il punto infatti è che la chiusura dei distaccamenti di provincia non ha comportato una riorganizzazione adeguata della sede unica rimasta a Modena. Per questo motivo oggi affluisce gente da tutta la provincia, compresi centri lontani dell’Appennino per trovarsi ammassata per ore in un’unica aula. Se prima, per restare a Sassuolo, una causa era definita in una settimana, ora ci vogliono due mesi, a volte tre. E per fortuna che ci cono i cancellieri della sezione penale di via San Pietro - soprattutto uno molto amato dagli avvocati - che si fanno in quattro con la loro disponibilità per alleviare i disagi.
«L’esercizio della giurisdizione - scrive l’avvocato Dondi - costituisce un servizio fondamentale per il cittadino e gli obiettivi dell’efficienza non possono mortificare la qualità della giustizia nelle aule giudiziarie. Un’iperbolica concentrazione di cause in un’unica udienza - con ciò che ne consegue anche in termini di decine di persone stipate indecorosamente per lunghe attese in ambienti inidonei a ospitarle - si traduce non solo nel mancato rispetto delle persone a qualunque titolo coinvolte nel processo penale (non solo avvocati, insomma, ma anche testimoni, imputati e parti lese) ma anche e soprattutto nello svilimento delle funzioni svolte dalle parti processuali e in un’inaccettabile compressione del diritto di difendersi».
L’ordine degli avvocati «si augura che l’accaduto sia solo frutto di uno spiacevole e isolato disservizio e vigilerà affinché la calendarizzazione futura delle udienze avvenga secondo criteri di razionalità».
La concentrazione di 50 persone alla volta per ore nell’unica stanza dove ha sede il giudice di pace - per la mancanza di un ufficiale giudiziario che chiami e faccia accomodare una persona alla volta per la sua udienza - ha prodotto una giornata di caos e di attese lunghissime.
«C’ero anche io e posso garantire che lo spettacolo era indecoroso - commenta un avvocato - il punto è che da quando hanno abolito i distaccamenti del giudice di pace in provincia tutto si svolge nel caos qui a Modena».
La critica è diffusa tra gli avvocati. Si ricorda che a Sassuolo si chiudevano mille pendenze all’anno con temni più che accettabili mentre oggi la situazione è diventata imprevedibile. «Lo Stato ha rinunciato alle sedi distaccate per risparmiare sugli affitti ma in cambio di cosa? Questo è un pessimo servizio», commenta un avvocato.
Il punto infatti è che la chiusura dei distaccamenti di provincia non ha comportato una riorganizzazione adeguata della sede unica rimasta a Modena. Per questo motivo oggi affluisce gente da tutta la provincia, compresi centri lontani dell’Appennino per trovarsi ammassata per ore in un’unica aula. Se prima, per restare a Sassuolo, una causa era definita in una settimana, ora ci vogliono due mesi, a volte tre. E per fortuna che ci cono i cancellieri della sezione penale di via San Pietro - soprattutto uno molto amato dagli avvocati - che si fanno in quattro con la loro disponibilità per alleviare i disagi.
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