Gazzetta di Modena

Modena

Cafè Blanco, preso uno dei ladri 

di Stefano Totaro
Cafè Blanco, preso uno dei ladri 

Un 21enne incastrato da una impronta papillare. Il locale in via Vignolese subì 7 spaccate in un anno

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Se in città si dice Cafè Blanco si pensa subito al bar che ha raggiunto il record negativo di sette spaccate nel giro di un anno. Un accanimento dei ladri che avrebbe fatto demordere chiunque. Ma così non è stato: la titolare è ancora con le sue ragazze dietro a quel balcone lungo la via Vignolese, non ha mai mollato così come non hanno perso fiducia le nostre forze dell’ordine. La polizia ha effettuato appostamenti, ha monitorato e studiato le immagini della videosorveglianza fotogramma per fotogramma, la Scientifica ha raccolto tracce e alla fine ecco che uno dei banditi è stato incastrato. Si tratta di un ventunenne, Sion Vasile Dorinel, per il quale grazie alla procura modenese (pmKatia Marino) era scattato un mandato di arresto europeo. Il giovane, dopo i raid modenesi, aveva pensato di cambiare aria, anche perché non aveva agito, assieme ai due complici , solo dalle nostre parti ma anche a Piacenza, Alessandria e Vicenza. Si era pertanto portato in Romania, ma grazie al mandato di cattura la polizia locale si è messa subito sulle sue tracce sino all’arresto. E così la nostra Procura ha chiesto ed ottenuto la sua estradizione: il 21enne è stato rimpatriato ed ora si trova presso il carcere romano di Rebibbia. Ora è caccia agli altri due complici, ovvero quello che faceva il palo e quello che era solito guidare l’auto, spesso una Bmw di colore scuro. Il Cafè Blanco era entrato nel mirino dei ladri il 3 settembre del 2015 e in quella occasione il locale venne saccheggiato di sigarette, liquori e denaro, poi ci fu un altro colpo il 28 gennaio 2016, un altro il 16 febbraio. E in questo furto che Sion Vasile Dorinel commette un errore che non è sfuggito agli sguardi attenti degli investigatori. In un fotogramma del filmato della videosorveglianza si nota un giovane senza guanti. Gli esperti della Scientifica hanno allora analizzato i luoghi vicini al bandito, queli che ha percorso e toccato nel suo raid e hanno trovato una traccia, una impronta papillare. Che si è rivelata fondamentale. Poi le razzie ravvicinate il 31 agosto, 3 settembre, il 4 e il 6 ottobre. Per il locale un danno economico di 30mila euro. Alla fine è arrivata la cattura, al 21enne viene per ora contestato il colpo dell’impronta. Il procuratore capo Lucia Musti: «La massima attenzione prestata dalla Procura in ordine a reati che vedono gli esercizi commerciali quali persone offese, unitamente alla professionalità della polizia giudiziaria, può condurre a risultati favorevoli come in questo caso».

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