iniziativa UNimore
Ingegneria ospita le università cinesi
di Eleonora Degoli
Da Unimore parte una nuova via della seta. Se i confini europei non sono più un ostacolo per la mobilità studentesca, il nuovo obiettivo è quello di tracciare la strada verso la Cina.Il 16 maggio il...
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Da Unimore parte una nuova via della seta. Se i confini europei non sono più un ostacolo per la mobilità studentesca, il nuovo obiettivo è quello di tracciare la strada verso la Cina.
Il 16 maggio il dipartimento di Ingegneria di Modena ospiterà così la rappresentanza di 31 università cinesi. Si tratta di un’iniziativa di carattere nazionale, la prima di questo tipo in Italia, a cui parteciperanno alcuni dei maggiori atenei del nostro Paese. Cuore dell’incontro: la mobilità studentesca. La giornata, che si aprirà alle 10 con la registrazione dei partecipanti, sarà un’occasione per dibattere e stringere accordi con le delegazioni di università cinesi.
L’evento è organizzato da Unimore insieme a Uni-Italia, il centro di promozione accademica per l’orientamento allo studio nella nostra nazione, e alla Ceaie, l’associazione cinese per lo scambio internazionale. Tre forze che indicano che tra il Bel paese e quello del Dragone l’interesse è reciproco. «Dopo gli Stati Uniti, la Cina è tra le prime scelte extraeuropee dei studenti italiani» spiega Irene Verzi, responsabile dell’accoglienza studenti stranieri di Uni-Italia. Questo ente dal 2008 si occupa di promuovere la mobilità studentesca e con i progetti Marco Polo e Turandot riesce oggi a portare circa 4000 universitari cinesi in Italia ogni anno.
Cos’è che attira questi ragazzi nel nostro Paese? «L’Italia ha un grande appeal - ricorda Sergio Ferrari, Prorettore Unimore e delegato per le Relazioni internazionali - soprattutto nel settore dell’automotive, dei beni culturali, dell’enogastronomia e della moda». Ma l’interesse di Unimore si rivolge alla parte tecnica e di supporto ad aziende italiane localizzate in Cina. «Questa iniziativa - sottolinea il rettore Unimore Angelo Andrisano - non ha soltanto una valenza strettamente culturale, ma anche una valenza di carattere industriale. La preparazione di questi studenti è finalizzata a far sì che le imprese del nostro territorio possano usufruire di competenze di laureati che abbiano conoscenza del mondo cinese. E di poter avere studenti cinesi che vengono qui a conoscere l’Italia. Questo favorisce ovviamente gli scambi culturali e commerciali».
Per questo motivo dal 2013 Unimore ha siglato 24 accordi quadro con università cinesi, più sette di mobilità studenti e tre di orientamento e reclutamento ragazzi con scuole superiori all’ombra di Pechino. A questi si aggiunge l’accordo per il doppio titolo nel Dottorato di Ingegneria con la Fuzhou University.
«Gli accordi di mobilità studentesca - ricorda Alessandro Capra, direttore del dipartimento di Ingegneria - sono bilaterali. È importante perché consente sia di avere laureati ancora più qualificati, ma anche di aprire la strada a rapporti di ricerca applicata. In Cina stanno investendo tantissimo in ambito tecnologico, ma l’apertura verso unità di ricerca esteri è piccolissimo e avviene solo attraverso gli accordi con le università».
Il 16 maggio il dipartimento di Ingegneria di Modena ospiterà così la rappresentanza di 31 università cinesi. Si tratta di un’iniziativa di carattere nazionale, la prima di questo tipo in Italia, a cui parteciperanno alcuni dei maggiori atenei del nostro Paese. Cuore dell’incontro: la mobilità studentesca. La giornata, che si aprirà alle 10 con la registrazione dei partecipanti, sarà un’occasione per dibattere e stringere accordi con le delegazioni di università cinesi.
L’evento è organizzato da Unimore insieme a Uni-Italia, il centro di promozione accademica per l’orientamento allo studio nella nostra nazione, e alla Ceaie, l’associazione cinese per lo scambio internazionale. Tre forze che indicano che tra il Bel paese e quello del Dragone l’interesse è reciproco. «Dopo gli Stati Uniti, la Cina è tra le prime scelte extraeuropee dei studenti italiani» spiega Irene Verzi, responsabile dell’accoglienza studenti stranieri di Uni-Italia. Questo ente dal 2008 si occupa di promuovere la mobilità studentesca e con i progetti Marco Polo e Turandot riesce oggi a portare circa 4000 universitari cinesi in Italia ogni anno.
Cos’è che attira questi ragazzi nel nostro Paese? «L’Italia ha un grande appeal - ricorda Sergio Ferrari, Prorettore Unimore e delegato per le Relazioni internazionali - soprattutto nel settore dell’automotive, dei beni culturali, dell’enogastronomia e della moda». Ma l’interesse di Unimore si rivolge alla parte tecnica e di supporto ad aziende italiane localizzate in Cina. «Questa iniziativa - sottolinea il rettore Unimore Angelo Andrisano - non ha soltanto una valenza strettamente culturale, ma anche una valenza di carattere industriale. La preparazione di questi studenti è finalizzata a far sì che le imprese del nostro territorio possano usufruire di competenze di laureati che abbiano conoscenza del mondo cinese. E di poter avere studenti cinesi che vengono qui a conoscere l’Italia. Questo favorisce ovviamente gli scambi culturali e commerciali».
Per questo motivo dal 2013 Unimore ha siglato 24 accordi quadro con università cinesi, più sette di mobilità studenti e tre di orientamento e reclutamento ragazzi con scuole superiori all’ombra di Pechino. A questi si aggiunge l’accordo per il doppio titolo nel Dottorato di Ingegneria con la Fuzhou University.
«Gli accordi di mobilità studentesca - ricorda Alessandro Capra, direttore del dipartimento di Ingegneria - sono bilaterali. È importante perché consente sia di avere laureati ancora più qualificati, ma anche di aprire la strada a rapporti di ricerca applicata. In Cina stanno investendo tantissimo in ambito tecnologico, ma l’apertura verso unità di ricerca esteri è piccolissimo e avviene solo attraverso gli accordi con le università».
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