Guiglia, la Sagra del Borlengo tiene banco per tre weekend
di Federico Covili
GUIGLIA. Si preparano tre domeniche all’insegna della tradizione e della buona cucina, a Guiglia, per la 47ma edizione della Sagra del Borlengo. Nel corso di tre weekend (13-14, 20-21 e 27-28 maggio),...
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GUIGLIA. Si preparano tre domeniche all’insegna della tradizione e della buona cucina, a Guiglia, per la 47ma edizione della Sagra del Borlengo. Nel corso di tre weekend (13-14, 20-21 e 27-28 maggio), turisti e curiosi potranno trovare gonfiabili, mercatini, esposizioni, visite al castello, musica dal vivo. E, ovviamente, un ricchissimo stand gastronomico con borlenghi e cibi locali.
«Il borlengo – spiegano i responsabili della Pro Loco di Guiglia – è una specialità tipica, appartenente alla categoria dei cibi poveri di una volta. Si ottiene cuocendo con un apposito bruciatore denominato “fuoco”in una padella di rame stagnato chiamata “sole”, una "colla" fatta di farina, acqua, uovo, sale. Il risultato è una sottilissima sfoglia che viene poi condita con una "cunza" fatta con lardo, pancetta, rosmarino e aglio cotti e una spolverata di Parmigiano Reggiano, e poi piegata in quattro. E se gli ingredienti sono molto semplici, la preparazione è invece elaborata e coreografica e richiede una discreta abilità». Proprio per questo da alcuni anni proprio a Guiglia – dove, secondo la leggenda, nel corso di un assedio medievale sarebbe stato inventato questo cibo - è nata la Scuola Internazionale del Borlengo, dove gli aspiranti borlengai imparano l’arte, con tanto di esame finale e consegna di un diploma, prevista quest’anno per giovedì 25 maggio.
«Il borlengo – spiegano i responsabili della Pro Loco di Guiglia – è una specialità tipica, appartenente alla categoria dei cibi poveri di una volta. Si ottiene cuocendo con un apposito bruciatore denominato “fuoco”in una padella di rame stagnato chiamata “sole”, una "colla" fatta di farina, acqua, uovo, sale. Il risultato è una sottilissima sfoglia che viene poi condita con una "cunza" fatta con lardo, pancetta, rosmarino e aglio cotti e una spolverata di Parmigiano Reggiano, e poi piegata in quattro. E se gli ingredienti sono molto semplici, la preparazione è invece elaborata e coreografica e richiede una discreta abilità». Proprio per questo da alcuni anni proprio a Guiglia – dove, secondo la leggenda, nel corso di un assedio medievale sarebbe stato inventato questo cibo - è nata la Scuola Internazionale del Borlengo, dove gli aspiranti borlengai imparano l’arte, con tanto di esame finale e consegna di un diploma, prevista quest’anno per giovedì 25 maggio.
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