Pavullo, don Roberto “miracolato” nell’incidente
Lo schianto con il tir sulla Nuova Estense: «Ero senza via di scampo, invece sono illeso, grazie al Cielo»
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PAVULLO. «Ringrazio Dio di avermi illuminato nel fare quella manovra, altrimenti potevo non essere più qui».
Si considera “graziato” il parroco di Pavullo don Roberto Montecchi dopo il tremendo incidente che ha subito martedì sulla Nuova Estense mentre rientrava a casa.
C'era lui infatti alla guida della Lancia Delta che, arrivata all'altezza del bivio per Serra, si è vista tagliare la strada da un tir Volvo che stava girando a sinistra: «Una scena da incubo avete detto, ed è stato veramente così» racconta.
«Improvvisamente mi sono visto questo camion che, anziché stare fermo, si è immesso sull’Estense. Ho provato a frenare, ma era talmente vicino che potevo solo scegliere dove picchiare: se mi fossi buttato tutto a sinistra avrei rischiato un frontale con le macchine che venivano giù, se prendevo dritto la motrice mi sarei distrutto. In una frazione di secondo mi è venuto, non so come, di puntare alle gomme posteriori a sinistra della motrice, nella speranza che potessero in qualche modo attutire il colpo. Che è stato comunque tremendo, ma l'abitacolo ha resistito».
Partiti tutti gli airbag, ma il fumo non era solo il loro: anche dal radiatore se ne stava levando e poteva prendere fuoco tutto: «Ho pensato solo a spegnere e a uscire. Con le mie gambe, scosso. Ma incredibilmente illeso».
È stato subito notato dai pavullesi di passaggio: «Si sono fermati in tanti ad aiutarmi. Poi le forze dell'ordine, i vigili del fuoco... Tutti carinissimi, e li ringrazio di cuore».
I controlli all'ospedale hanno evidenziato solo una gran botta allo sterno, niente di rotto. E ieri il don era già in giro, con la gente preoccupata a chiedere se andava tutto bene. «Quando ho rivisto la macchina, un brivido mi è venuto: è un rottame. Io invece illeso. Ringrazio la tecnologia, ma anche la mano da Cielo che mi ha guidato in quel momento». (daniele montanari)
Si considera “graziato” il parroco di Pavullo don Roberto Montecchi dopo il tremendo incidente che ha subito martedì sulla Nuova Estense mentre rientrava a casa.
C'era lui infatti alla guida della Lancia Delta che, arrivata all'altezza del bivio per Serra, si è vista tagliare la strada da un tir Volvo che stava girando a sinistra: «Una scena da incubo avete detto, ed è stato veramente così» racconta.
«Improvvisamente mi sono visto questo camion che, anziché stare fermo, si è immesso sull’Estense. Ho provato a frenare, ma era talmente vicino che potevo solo scegliere dove picchiare: se mi fossi buttato tutto a sinistra avrei rischiato un frontale con le macchine che venivano giù, se prendevo dritto la motrice mi sarei distrutto. In una frazione di secondo mi è venuto, non so come, di puntare alle gomme posteriori a sinistra della motrice, nella speranza che potessero in qualche modo attutire il colpo. Che è stato comunque tremendo, ma l'abitacolo ha resistito».
Partiti tutti gli airbag, ma il fumo non era solo il loro: anche dal radiatore se ne stava levando e poteva prendere fuoco tutto: «Ho pensato solo a spegnere e a uscire. Con le mie gambe, scosso. Ma incredibilmente illeso».
È stato subito notato dai pavullesi di passaggio: «Si sono fermati in tanti ad aiutarmi. Poi le forze dell'ordine, i vigili del fuoco... Tutti carinissimi, e li ringrazio di cuore».
I controlli all'ospedale hanno evidenziato solo una gran botta allo sterno, niente di rotto. E ieri il don era già in giro, con la gente preoccupata a chiedere se andava tutto bene. «Quando ho rivisto la macchina, un brivido mi è venuto: è un rottame. Io invece illeso. Ringrazio la tecnologia, ma anche la mano da Cielo che mi ha guidato in quel momento». (daniele montanari)
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