Trussardi, 90 posti di lavoro a rischio a Modena
Modena. L’azienda dopo un anno di cassa straordinaria non presenta un Piano industriale. I dipendenti temono la chiusura
MODENA Poco più di un anno fa i dipendenti di Trs Evolution, l’azienda di accessori per l’abbigliamento di proprietà del Gruppo Trussardi che ha sede a Cognento, erano oltre 130. Ora sono stati ridotti a 90 ma anche per questi i posti di lavoro sono ad alto rischio e il timore di una possibile chiusura sta prendendo corpo.
Sono stati alcuni dipendenti della sede di Cognento a denunciare la situazione: «A distanza di un anno dall’apertura della cassa integrazione straordinaria a zero ore per 40 dipendenti, è ancora emergenza - dicono gli addetti - Viviamo nell’incertezza». Alcuni dei 45 dipendenti ritenuti in esubero l’anno scorso avevano accettato il trasferimento a Milano, gli altri sono entrati in mobilità e hanno perduto il posto. «Fra noi - aggiungono - c’è chi lavora qui da da oltre 20 anni. Dopo la cassa integrazione, durata un anno, abbiamo creduto in un futuro roseo a fronte di un Piano industriale che puntava al rilancio aziendale. Cosa abbiamo invece oggi? Fornitori, clienti, laboratori, tutti sanno che questa sede sta per chiudere. L’azienda alla nostra richiesta di chiarezza risponde che non ci sono certezze, che al momento non è in grado di fornirci un Piano industriale. Continuano ad assumere personale ai vertici più alti, altri vengono licenziati, a fronte di quale progetto?».
«Sui giornali - dicono altri lavoratori - si leggevano dichiarazioni dell’azienda Trussardi su progetti di ampio respiro che avrebbero portato il fatturato alle stelle e oggi hanno il coraggio di affermare che al momento non possono fornirci certezze. È arrivato un ulteriore carico di lavoro proveniente dalla chiusura della sede di Rignano e, nonostante tutto, ci siamo fatti carico delle collezioni di scarpe e borse senza averlo fatto prima: il risultato è stato eccellente. Ci hanno tolto il premio produzione e va bene, siamo in crisi, ci sta. Ci hanno tolto il buono di Natale da spendere all’outlet e passi. Ma ora?».
Abbiamo girato dubbi e angoscia dei lavoratori ai sindacalisti che seguono la vicenda, con Cgil e Cisl in sintonia nel difficile confronto con l’azienda: «Dopo un anno di cassa integrazione straordinaria - ha risposto Claudio Argilli di Filctem Cgil - nel recente incontro con l’azienda in Confindustria ci è stato detto che serve altro tempo, non è stato presentato un Piano industriale e da più parti ci sentiamo invece dire che c’è il rischio di chiusura. L’unico atto concreto è la nomina, pochi mesi fa, del nuovo d.g. Massimo Dell’Acqua e i timori dei dipendenti sul futuro aziendale sono comprensibili. Ora ci stiamo attivando per un tavolo istituzionale che possa fare luce sulle prospettive di questi 90 lavoratori».
Stefano Turcato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
