Il piano del civico Diacci: un governo partecipato
di Valeria Cammarota
Novi. La lista “Noi” si confronta con 200 cittadini: «Una costante fucina di idee » Ultimi giorni per presentare le liste elettorali: resta l’incognita su Tania Andreoli
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NOVI. Si è ufficialmente presentato il candidato sindaco di “Noi Lista Civica”, Enrico Diacci. L’incontro ha rappresentato l’occasione per delinearne la provenienza - “non appartengo al mondo della politica: ho gravitato nella Margherita, ma è il momento di superare le provenienze” - e gli intenti generali, mentre la presentazione ufficiale del programma e dei 16 membri della lista si svolgerà alla fine della prossima settimana.
Residente a Rovereto, 44 anni, laureato in giurisprudenza, Diacci è direttore tecnico di un’azienda di telecomunicazioni. Dalla sua attività professionale ha, innanzitutto, preso le mosse. ««Difficile pensare di poter calare dall’alto le soluzioni necessarie a restituire bellezza al nostro territorio: non ne ho, di pronte - ha detto - ma, nell’azienda in cui lavoro, sono abituato a risolvere i problemi: vedo l’impegno di un sindaco affine a quello del manager. E ci metterò la faccia, perché non è mia intenzione occupare solo una poltrona. Ho voluto mettermi in gioco. Le cose da fare sono tante e nessuno mi sentirà mai dire che è colpa dell’amministrazione precedente: occorre partire da qui, da un territorio che ha perso il 10% dei residenti, passati da 11.500 a 10.200».
Diacci ha, dunque, definito la civica “Noi” un pensatoio, una sorta di “intelligenza collettiva”, come dimostrano i vari post-it che compongono il programma elettorale e che sono frutto degli incontri con quasi 200 cittadini. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di un governo partecipato. Fondamentale, sarà quindi ricostruire il rapporto con imprenditori e commercianti, risanare il tessuto sociale («Il ripensamento del polo scolastico di Rovereto rischia di venire vanificato dall’assenza di bambini», ha constatato), educare i ragazzi alla politica, fin dalla giovane età, con la creazione di un Consiglio comunale ad hoc, snellire la burocrazia che soffoca l’avvio dei cantieri.. Poiché la ricostruzione stenta a decollare “anche nelle idee. E per questo è necessario ricostruire innanzitutto il tessuto sociale, recuperare l’affiatamento e il senso di comunità che ci ha uniti nei giorni immediatamente successivi al sisma».
Entro domani Diacci, così come le altre liste, dovranno presentare all’Ufficio elettorale le firme autenticate dei propri sostenitori. Un traguardo che per lui, così come per Giulia Olivetti e Mario Enrico Rossi Barattini, è ormai scontato mentre più complesso è il tentativo di Tania Andreoli che dovrà trovare un ufficiale autenticatore per verificare l’effettivo sostegno della cittadinanza al suo progetto.
Residente a Rovereto, 44 anni, laureato in giurisprudenza, Diacci è direttore tecnico di un’azienda di telecomunicazioni. Dalla sua attività professionale ha, innanzitutto, preso le mosse. ««Difficile pensare di poter calare dall’alto le soluzioni necessarie a restituire bellezza al nostro territorio: non ne ho, di pronte - ha detto - ma, nell’azienda in cui lavoro, sono abituato a risolvere i problemi: vedo l’impegno di un sindaco affine a quello del manager. E ci metterò la faccia, perché non è mia intenzione occupare solo una poltrona. Ho voluto mettermi in gioco. Le cose da fare sono tante e nessuno mi sentirà mai dire che è colpa dell’amministrazione precedente: occorre partire da qui, da un territorio che ha perso il 10% dei residenti, passati da 11.500 a 10.200».
Diacci ha, dunque, definito la civica “Noi” un pensatoio, una sorta di “intelligenza collettiva”, come dimostrano i vari post-it che compongono il programma elettorale e che sono frutto degli incontri con quasi 200 cittadini. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di un governo partecipato. Fondamentale, sarà quindi ricostruire il rapporto con imprenditori e commercianti, risanare il tessuto sociale («Il ripensamento del polo scolastico di Rovereto rischia di venire vanificato dall’assenza di bambini», ha constatato), educare i ragazzi alla politica, fin dalla giovane età, con la creazione di un Consiglio comunale ad hoc, snellire la burocrazia che soffoca l’avvio dei cantieri.. Poiché la ricostruzione stenta a decollare “anche nelle idee. E per questo è necessario ricostruire innanzitutto il tessuto sociale, recuperare l’affiatamento e il senso di comunità che ci ha uniti nei giorni immediatamente successivi al sisma».
Entro domani Diacci, così come le altre liste, dovranno presentare all’Ufficio elettorale le firme autenticate dei propri sostenitori. Un traguardo che per lui, così come per Giulia Olivetti e Mario Enrico Rossi Barattini, è ormai scontato mentre più complesso è il tentativo di Tania Andreoli che dovrà trovare un ufficiale autenticatore per verificare l’effettivo sostegno della cittadinanza al suo progetto.
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