Italia Nostra, no al Despar alla Madonnina
Losavio: «A cosa serve il piano regolatore se le trasformazioni vengono eseguite usando le deroghe?»
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No alle scelte urbanistiche portate avanti a colpi di deroghe e varianti. A dirlo, tornando così ad attaccare le politiche urbanistiche del Comune di Modena, è l’associazione Italia Nostra: al centro c’è la questione del nuovo supermercato Despar di via Emilia Ovest, appena prima del cavalcavia della Madonnina, il cui arrivo ieri è stato salutato positivamente dai commercianti del quartiere, che vedono il nuovo insediamento più come un contributo alla riqualificazione dell'area che come un pericolo per le proprie attività.
«A che serve il piano regolatore - si chiede il presidente dell'associazione Giovanni Losavio - se le più incisive trasformazioni della città sono decise attraverso specifiche e ripetute deroghe alle vincolanti previsioni urbanistiche su richiesta del privato che valuta e fa prevalere il proprio interesse? Anche la recente brutale demolizione dello stabilimento Arbe Grafiche a Modena ovest (l’architettura industriale di più alta qualità formale del Novecento modenese) per far posto a una vasta struttura commerciale è stata decisa in deroga al piano regolatore - incalza il presidente dell’associazione - e pure lì la pretesa convenienza pubblica è stata apprezzata nell’indispensabile inquadramento viario del nuovo insediamento. La pretestuosa giustificazione che apre la via alla moltiplicazione delle deroghe. Questo il regime ordinario, eccezionale l’osservanza del piano regolatore».
Un tema, quello dell'eccessivo ricorso a deroghe e varianti ai piani urbanistici, già denunciato più volte dall’associazione (negli anni scorsi al centro di epici scontri con l'allora assessore Sitta...), che rincara la dose parlando di «urbanistica sulla quale è calata la tela. E poi - continua il presidente Losavio - quando mai è stato studiato un piano di insediamento delle strutture commerciali per la grande distribuzione? Senza dire infine che il nuovo intervento condiziona la soluzione dei complessi problemi posti in quella zona con la liberazione dalla servitù di attraversamento della linea ferroviaria. Non si vorrebbe - conclude Italia Nostra - che, messo lì, il supermercato costituisca un ostacolo alla misura, imposta dall’elementare buon senso, della demolizione dell’ormai inutile e ingombrante cavalcavia».
Cavalcavia che in effetti, come ribadito lunedì scorso dal sindaco Muzzarelli, resterà al suo posto anche con il nuovo assetto della Madonnina, al centro del progetto della “diagonale”.
Luca Gardinale
«A che serve il piano regolatore - si chiede il presidente dell'associazione Giovanni Losavio - se le più incisive trasformazioni della città sono decise attraverso specifiche e ripetute deroghe alle vincolanti previsioni urbanistiche su richiesta del privato che valuta e fa prevalere il proprio interesse? Anche la recente brutale demolizione dello stabilimento Arbe Grafiche a Modena ovest (l’architettura industriale di più alta qualità formale del Novecento modenese) per far posto a una vasta struttura commerciale è stata decisa in deroga al piano regolatore - incalza il presidente dell’associazione - e pure lì la pretesa convenienza pubblica è stata apprezzata nell’indispensabile inquadramento viario del nuovo insediamento. La pretestuosa giustificazione che apre la via alla moltiplicazione delle deroghe. Questo il regime ordinario, eccezionale l’osservanza del piano regolatore».
Un tema, quello dell'eccessivo ricorso a deroghe e varianti ai piani urbanistici, già denunciato più volte dall’associazione (negli anni scorsi al centro di epici scontri con l'allora assessore Sitta...), che rincara la dose parlando di «urbanistica sulla quale è calata la tela. E poi - continua il presidente Losavio - quando mai è stato studiato un piano di insediamento delle strutture commerciali per la grande distribuzione? Senza dire infine che il nuovo intervento condiziona la soluzione dei complessi problemi posti in quella zona con la liberazione dalla servitù di attraversamento della linea ferroviaria. Non si vorrebbe - conclude Italia Nostra - che, messo lì, il supermercato costituisca un ostacolo alla misura, imposta dall’elementare buon senso, della demolizione dell’ormai inutile e ingombrante cavalcavia».
Cavalcavia che in effetti, come ribadito lunedì scorso dal sindaco Muzzarelli, resterà al suo posto anche con il nuovo assetto della Madonnina, al centro del progetto della “diagonale”.
Luca Gardinale
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