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Modena: la parola agli utenti: «Bus troppo cari e servizio scarso»

Modena: la parola agli utenti: «Bus troppo cari e servizio scarso»

Sinistra italiana e Cosmolab hanno incontrato gli utenti alle fermate raccogliendo le lamentele

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MODENA. Qualcuno ce l’aveva con l’euro e mezzo del biglietto, qualcuno per l’inefficienza del servizio negli orari serali, inadeguato ad una città in cui vivono molti studenti. Qualcun altro, invece, era preoccupato per le troppe ore di guida degli autisti e per le conseguenze sulla sicurezza degli utenti, mentre qualcun altro ancora non vede mezzi ecologici nonostante le dichiarazioni dell’azienda sugli investimenti. Di fatto, erano tutti accomunati… dalla rabbia nei confronti dell'azienda. Perché ieri mattina, con un volantinaggio ‘itinerante’, tra una fermata e l’altra nei diversi quartieri della città, i rappresentanti modenesi di Sinistra Italiana, insieme al laboratorio CosMOlab, hanno incontrato gli utenti del trasporto pubblico modenese, dagli studenti agli anziani, dagli stranieri ai lavoratori in giacca e cravatta. Utenti sempre più insoddisfatti, insomma, e piuttosto consapevoli dei problemi al centro dell’aspra vertenza che ha già portato a diversi scioperi.

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«Ci sono problemi - spiegano i protagonisti del volantinaggio - che segnalano un complessivo calo di qualità del servizio: la riduzione del numero delle corse, l'aumento di quelle che ogni giorno saltano per mancanza di personale, orari di lavoro per gli autisti che arrivano anche a 15 ore continuate (di cui 13 alla guida),

l’innalzamento costante del prezzo della singola corsa (oggi arrivato in città a un euro e mezzo), un parco autobus vecchio e rinnovato con mezzi usati alimentati a diesel (quando si dovrebbe puntare sui bus elettrici). E c’è chiaramente il tema dell'utenza - incalzano i rappresentanti di Sinistra Italiana e CosMOlab - bisogna ridurre il prezzo del biglietto e rendere più accessibile il servizio non solo per chi ha un abbonamento, ma anche per i precari, i migranti, gli studenti fuorisede e per quei cittadini in difficoltà che ne fanno un uso saltuario ma costante e per i quali l'autobus è l'unico strumento di spostamento a lungo raggio; non solo, bisogna coprire tutte le fasce orarie (comprese quelle serali e notturne)». I promotori dell’iniziativa di ieri fanno quindi notare che «avere l’ambizione di vivere in una città europea non deve essere solo uno slogan: vogliamo un trasporto pubblico che sia nei fatti europeo. Dunque un trasporto che sia allo stesso tempo sostenibile ecologicamente, economicamente accessibile, regolato da contratti di lavoro dignitosi».


Quindi, un accenno alla questione della possibile convergenza delle aziende regionali in un unico soggetto: «Ieri - riprendono Sinistra Italiana e il laboratorio - abbiamo letto l'annuncio dell'assessore regionale Donini secondo cui entro il 2019 le tre grandi compagnie del trasporto pubblico emiliano-romagnolo (Seta, Start Romagna e Tper) dovrebbero confluire in un'unica grande azienda regionale. Bene: il viatico gestionale è giusto, prima però risolviamo i problemi locali e più pratici, perché basterebbe poco per farlo».
Luca Gardinale

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