Camion, strage di multe a Formigine: «È colpa delle imprese»
di Fabrizio Tosi
Formigine. Da febbraio 97 sanzioni della municipale per gli 81 mezzi controllati Cgil contro i datori di lavoro: «Si mettono in strada tir a rischio solo per il profitto»
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FORMIGINE. La sicurezza alla guida, soprattutto per quanto concerne i mezzi pesanti, è una problematica importante per il Distretto Ceramico. Per questo motivo la polizia municipale di Formigine, da quattro mesi a questa parte, sta attuando controlli speciali a Ponte Fossa, frazione di Formigine, a pochi chilometri dal confine con Fiorano e Sassuolo. I vigili, in collaborazione con il Ministero dei Trasporti, stanno effettuando regolarmente controlli ai mezzi pesanti, tramite il banco mobile, per verificare lo stato del veicolo: dall’efficienza dei dispositivi tecnici, al rispetto dei tempi di guida, con conseguente identificazione del passeggero, tramite l’esibizione di patente e libretto di circolazione. Dai verbali, effettuati dagli uomini del comandante Mario Rossi, risultano da febbraio ad oggi, 81 tir controllati con 97 sanzioni effettuate. Numeri allarmanti: perché così tante norme non rispettate? Alcuni camionisti incappano in multe multiple: mancata revisione, mancato rispetto dei tempi di guida e l’esibizione di documenti falsi sono stati, finora, i tre pilastri fondamentali dei controlli, con multe che arrivano a toccare importi superiori ai mille euro e conseguente ritiro immediato del mezzo.
«Il nostro territorio è attraversato continuamente da mezzi pesanti - dice Rossi - riteniamo, pertanto, che sia fondamentale esercitare un controllo su questo tipo di veicoli, in base alle loro caratteristiche tecniche, oltre a quelle psicofisiche del guidatore. Per guidare mezzi di questo genere, occorrono delle persone con dei titoli abilitativi, rispettosi dei tempi di guida e di riposo previsti». A raccogliere le lamentele degli autisti è invece il sindacato Filt - Cgil, rappresentato da Giulia Grandi: «Bene il lavoro della municipale, ma questi casi non sono causati dagli autisti, bensì dai loro datori di lavoro, che pretendono la consegna del materiale in tempi record, per evitare di perdere il contatto diretto con il fornitore. Al giorno d’oggi, il precariato vige, soprattutto nel settore dei trasporti, motivo per cui, i datori di lavoro tendono a sfruttare i camionisti, indipendentemente dal rapporto di lavoro; un rapporto di lavoro che, al giorno d’oggi, si basa sulla collaborazione che, in realtà, è una vera e propria dipendenza. I controlli andrebbero effettuati direttamente nelle aziende, sia a mezzo fermo che in viaggio, per verificare la documentazione presente sia del veicolo che del guidatore. Solo così potremmo scoprire la verità, evitando di mettere nei guai una persona bisognosa di lavoro che si affida alla serietà dell’impresa. Una serietà che non sempre viene rispettata, soprattutto nella consegna del mezzo. L’impresa ha il dovere di dare al committente un mezzo perfetto, data la lunghezza delle tratte. Per questo chiediamo aiuto agli organi ispettivi sul territorio, soprattutto in materia di contratti».
«Il nostro territorio è attraversato continuamente da mezzi pesanti - dice Rossi - riteniamo, pertanto, che sia fondamentale esercitare un controllo su questo tipo di veicoli, in base alle loro caratteristiche tecniche, oltre a quelle psicofisiche del guidatore. Per guidare mezzi di questo genere, occorrono delle persone con dei titoli abilitativi, rispettosi dei tempi di guida e di riposo previsti». A raccogliere le lamentele degli autisti è invece il sindacato Filt - Cgil, rappresentato da Giulia Grandi: «Bene il lavoro della municipale, ma questi casi non sono causati dagli autisti, bensì dai loro datori di lavoro, che pretendono la consegna del materiale in tempi record, per evitare di perdere il contatto diretto con il fornitore. Al giorno d’oggi, il precariato vige, soprattutto nel settore dei trasporti, motivo per cui, i datori di lavoro tendono a sfruttare i camionisti, indipendentemente dal rapporto di lavoro; un rapporto di lavoro che, al giorno d’oggi, si basa sulla collaborazione che, in realtà, è una vera e propria dipendenza. I controlli andrebbero effettuati direttamente nelle aziende, sia a mezzo fermo che in viaggio, per verificare la documentazione presente sia del veicolo che del guidatore. Solo così potremmo scoprire la verità, evitando di mettere nei guai una persona bisognosa di lavoro che si affida alla serietà dell’impresa. Una serietà che non sempre viene rispettata, soprattutto nella consegna del mezzo. L’impresa ha il dovere di dare al committente un mezzo perfetto, data la lunghezza delle tratte. Per questo chiediamo aiuto agli organi ispettivi sul territorio, soprattutto in materia di contratti».
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