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Caso Etruria, le richieste di aiuto a Bper 

Caso Etruria, le richieste di aiuto a Bper 

Polemiche contro l’ex ministro Boschi. L’ex presidente Caselli: «Guardammo il dossier e decidemmo di non farne niente»

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Giornali, televisioni, siti web da qualche giorno rinfocolano le polemiche sulla denuncia del giornalista De Bortoli nel libro “Poteri forti” sulle presunte pressioni che l’allora ministro Maria Elena Boschi avrebbe esercitato sull’amministratore delegato Federico Ghizzoni perché Unicredit potesse acquisire Banca Etruria, istituto di credito sull’orlo del fallimento fra i cui dirigenti c’era il padre della stessa Boschi.
Il quotidiano La Stampa ha rivelato che un altro importante esponente del governo in quella fase avrebbe chiesto a Bper Banca di intervenire per salvare Etruria. In particolare La Stampa scrive che «siamo nei primi giorni del 2015 quando un alto esponente del governo guidato allora da Matteo Renzi contatta i vertici di Bper e chiede la disponibilità della popolare modenese a intervenire in favore di Banca Etruria. Quello stesso giorno e il successivo l’episodio viene riportato ad alcuni ex esponenti aziendali di Etruria, ai quali i vertici di Bper erano legati da una lunga consuetudine in virtù anche della comune appartenenza alla galassia delle banche popolari. D’altra parte, proprio Bper era stata una delle candidate a prendersi Etruria, della quale conosceva benissimo sia le potenzialità che i problemi, spiega una delle fonti interpellate. L’ultimo tentativo risaliva a qualche mese prima, quando la pressione di Bankitalia per aggregare Etruria si era fatta più forte ma Bper aveva dovuto lasciare il passo alle insistenze della Popolare di Vicenza di Gianni Zonin, preferita da via Nazionale, che tra maggio e giugno sembrava pronta a lanciare un’opa poi mai concretizzata». Dell’interessamento di Bper per Etruria nei mesi scorsi avevano parlato quasi tutti i giornali, riportando anche lo scarso entusiasmo della banca modenese per un’operazione poco convincente. Significativo il commento dell’ex presidente Ettore Caselli, che da pochi mesi ha lasciato la carica: «Guardammo il dossier Etruria come ne guardammo altri e decidemmo di non farne niente». Lo stesso Ad Vandelli, in occasione della recente assemblea Bper, ha evidenziato come la prudenza e la capacità di valutare tutti i dossier per possibili aggregazioni o acquisizioni si sia rivelato l’atteggiamento più idoneo. Evidente il riferimento alla stessa Etruria, per la quale non erano mancate le richieste di Banca d’Italia perché Bper valutasse il dossier, o anche alla vicenda di Carife, che poi Bper ha acquisito a condizioni favorevoli e nemmeno paragonabili a quelle di un anno prima.
Riguardo il futuro di Bper è nel frattempo diventato ufficiale l’incremento della partecipazione del Gruppo Unipol nel capitale della banca, passato dal 5 al 9,9 per cento.

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