Gazzetta di Modena

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I “malettiani” al sindaco: «Così non va» 

di Davide Berti
I “malettiani” al sindaco: «Così non va» 

Lettera di nove consiglieri, critici sul rimpasto e sul gruppo. Puntano il dito sulla capogruppo Baracchi, il Pd traballa

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E venne il giorno dei malettiani. L’occasione se la sono creata da soli, con una lettera inviata al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e firmata da tutti e nove i consiglieri di “corrente”, Maletti compresa. Oltre alla presidente del consiglio, prima firmataria, anche Carmelo De Lillo, Federica Di Padova, Marco Forghieri, Diego Lenzini, Caterina Liotti, Giulia Morini, Chiara Pacchioni e Fabio Poggi. Cosa chiedono 9 consiglieri dei 15 (16 se contiamo il voto di Muzzarelli) che siedono in consiglio comunale al “renziano” Muzzarelli? Di fatto di contare di più. Di fatto anche una poltrona. Quella di capogruppo Pd in consiglio comunale. Ecco a cosa si riducono gli equilibri e gli equilibrismi delle ultime settimane. È vero che il rimpasto è iniziato male e finito peggio, è vero che – come scritto martedì scorso – Muzzarelli si è di fatto creato la delega all’autoreferenzialità, ma è altrettanto vero che così ci si riduce esattamente come il sindaco nella logica di un rimpasto ad personam. Non sarebbe stato meglio lasciare il segno in consiglio, creando i presupposti di un’astensione di massa, minacciando la tenuta della maggioranza e mettendo a rischio gruppo e giunta? Battaglia troppo grande, questa, meglio la via più facile per i malettiani: attaccare il capogruppo Grazia Baracchi chiedendone, di fatto, la testa. “Un messaggio a nuora perchè suocera intenda”. Mai, prima di oggi, il suo ruolo era stato messo in discussione. Mai perchè il lavoro di cucitura del dopo-Trande era comunque riuscito. Sì, qualche mugugno per le poltrone in commissione (sempre poltrone, già...) ma sui temi di merito, a parte qualche puntualizzazione fuori dagli schemi Pd firmata Fabio Poggi, nessuna obiezione. E dire che le occasioni di merito per criticare la giunta sarebbero state tante: Sant’Agostino? Il progetto dell’Area Nord? Per non parlare del dibattito sulla cultura in città o sulla scuola. E proprio qui, forse, Grazia Baracchi paga dazio: aver detto pubblicamente in consiglio comunale che il lavoro dell’assessorato presieduto dal malettiano Gianpietro Cavazza sulle iscrizioni alle scuole medie – un caos planetario, per usare un eufemismo – andava migliorato. Eccola la prima a pagare per il rimpasto, almeno così dovrebbe essere per i nove malettiani. Una sorta di ammutinamento che vedremo come si tradurrà. I contenuti della lettera sono di fatto questi: non c’è stato coinvolgimento del gruppo nella gestione del rimpasto, serve un protagonismo diverso dei consiglieri, più spazio e visibilità al ruolo degli stessi, cambio di rotta e di passo nella linea politica. Problemi veri per la maggior parte, ma vecchi come il mondo e certamente enfatizzati dalla conduzione del sindaco e non da un capogruppo che non si può certo dire sia la più ortodossa dei muzzarelliani. E proprio Muzzarelli, ricevuta la missiva, con un bel “rispondi a tutti”, ha risposto a chi gli scriveva ma anche agli altri componenti del gruppo, ignari di quanto stesse accadendo. Cosa dice Muzzarelli? Risposta molto politica e misurata, sapendo bene che senza quei nove consiglieri non può fare. Muzzarelli difende il ruolo del gruppo, comprende le difficoltà di visibilità dei consiglieri, si dice disponibile ad incontrarli uno per uno per poi trovare una soluzione unitaria nelle sedi opportune, gruppo e partito. Appunto, partito: perchè non aprire qui il fronte personale, rivendicando lo spazio che certamente manca e mettendo in discussione Andrea Bortolamasi nel ruolo di segretario cittadino? O forse il partito funziona meglio del gruppo? L’idea, insomma, è che la lettera sia stata un vero e proprio fulmine che ha creato una crepa. Se questo era l’obiettivo, ben fatto. Ma fino a ieri non si era parlato di unità renziana? Il bello, nel Pd Tafazzi, deve ancora venire.

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