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Il dono dei bimbi di Finale alla madre reietta a Gorino 

Il dono dei bimbi di Finale alla madre reietta a Gorino 

Dalle elementari a Ferrara per incontrare la migrante Joy e il figlio neonato Incinta, venne respinta con altre donne. L’elogio del vescovo alle insegnanti

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FINALE. Sono arrivati a Ferrara da Finale insieme alle loro insegnanti ed ad un carico di generosità semplice e limpida come hanno nel cuore i bambini. Sono i 19 alunni della classe IV D delle primarie “Castelfranchi”: cattolici, musulmani, ortodossi ma tutti accomunati dagli stessi sentimenti di accoglienza e condivisione per donare a Joy Andrew i loro risparmi e tanti doni.
La storia di questa giovanissima nigeriana che a dicembre insieme ad altre 12 donne dello stesso paese, pur essendo in cinta era stata rifiutata dai residenti di Gorino era diventata il tema di ogni cronaca e trasmissione.
Accolta poi dall’Associazione Viale K di Ferrara, è stata ospitata in una struttura dove già si trovavano da un anno altre due mamme e sette ragazze sempre nigeriane; il 12 dicembre 2016 è nato Micheal che oggi ha quindi cinque mesi. Accolti dall’arcivescovo Luigi Negri i bambini di Finale hanno consegnato al Sav (Servizio accoglienza alla vita) attraverso la presidente Maria Chiara Lega che ha provveduto alla carrozzella, al passeggino ed al seggiolino, una busta con 180 euro perché li utilizzi per aiutare altre future mamme insieme a tanti regalini per Micheal e la sua mamma.

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«Abbiamo portato un bel vestitino , ad alcuni libri sul bambino che la mamma imparerà a leggere, prodotti per l’igiene personale, un braccialettino e tanti bigliettini scritti dai bambini – ha spiegato Antonella Diegoli l’insegnante finalese che insieme alle colleghe Katia Petruzzella di religione e Antonella Barone di sostegno ha coordinato l’iniziativa - ma abbiamo anche pensato di ringraziare chi oggi ci ha gentilmente ospitato».
Un bambino ortodosso ha consegnato a mons Negri una piccola icona, la bimba musulmana una cornicetta ed un cattolico il libro sulle Sette chiese di Finale distrutte dal terremoto. L’arcivescovo ha regalato a tutti i presenti un bel rosario.
«Mi ha colpito la bellezza dei vostri sentimenti – ha poi dichiarato ringraziandoli – Tutti noi li abbiamo nel cuore ma per coltivarli ci vogliono le persone giuste e voi cari bambini, le avete trovate nelle vostre insegnanti. Altri giovani che avevano gli stessi sentimenti, li hanno spenti crescendo. Voi dunque avete la responsabilità di continuare a nutrirli per tutta la vostra vita». Ripercorre poi brevemente la storia di Joy e le difficoltà incontrate dopo il suo arrivo a Gorino ed a Ferrara; problemi che poi sono stati risolti proprio grazie «ai buoni sentimenti» di tante persone.
«Mi auguro che fra vent’anni questa esperienza che avrete conservato dentro di voi, vi abbia trasformato in adulti onesti e migliori. Continuate ad avere questa apertura verso chi fugge da situazioni drammatiche perché è facile aiutare chi non ha problemi gravi. Siete una realtà limpida ed aperta e chiederò al Signore ad a Maria di proteggervi».
Margherita Goberti
 

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