Gazzetta di Modena

Modena

gli strascichi del sistema serra 

Il ponte è già finito  ma rimane chiuso La borgata insorge 

di Daniele Montanari
Il ponte è già finito  ma rimane chiuso La borgata insorge 

SERRAMAZZONI. Un vecchio ponte in ferro per superare il torrente Tiepido stretto e pericoloso. E uno nuovo lì vicino inutilizzabile perché costruito senza le autorizzazioni superiori. È il paradosso...

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SERRAMAZZONI. Un vecchio ponte in ferro per superare il torrente Tiepido stretto e pericoloso. E uno nuovo lì vicino inutilizzabile perché costruito senza le autorizzazioni superiori. È il paradosso di via Pradello, a fianco dell’Estense di fronte al ristorante “Da Zona”, che riporta alla solita dinamica di diversi casi urbanistici a Serra: l’Ufficio tecnico guidato da Enrico Tagliazucchi che dà una licenza, i privati che partono con i lavori e poi ci si accorge che manca qualcosa d’importante. Come il parere di compatibilità paesaggistica della Provincia e della Soprintendenza, fondamentale nel contesto demaniale e tutelato del Tiepido.
A riportare di stretta attualità il caso è stato l’incidente di giovedì verso le 19.30: il Berlingo verde condotto in direzione pianura dal 38enne marocchino A.E. nell’allargarsi a sinistra per immettersi nel ponte a destra è stato “infilato” dalla Opel Agila bianca della 55enne pavullese M.C. che lo seguiva ed è stata centrata nella portiera. Sul posto il Radiomobile per i rilievi. Solo danni ai mezzi, ma l’accaduto ha rilanciato le proteste dei residenti nella borgata di là dal Tiepido.
«Siamo arrabbiatissimi e delusi - fanno sapere - ogni giorno dobbiamo salire su quella passerella di ferro che è stretta e perde pezzi. È un pericolo pubblico sia per chi abita lì, sia per chi circola sull’Estense. Il ponte nuovo c’è ma bloccato da anni».
Il motivo è questo. Fu costruito tra il 2002 e il 2003 come opera privata, realizzata da un consorzio, con in mano la licenza del Comune. Fatto il collaudo nel 2004 ci si accorse che non si poteva decretare la fine lavori senza autorizzazione degli enti superiori. Si fermò tutto, intervenne anche la Forestale con segnalazione in Procura. Tutto congelato fino al 2013, quando la nuova amministrazione nel fare la ricognizione dei “casi dolenti” convoca il progettista, che spiega di non aver potuto interpellare Provincia e Soprintendenza senza mandato dei residenti.
All’inizio infatti era stata stesa una convenzione che assegnava parte dei costi di costruzione al Comune. Che però non poteva impegnare fondi pubblici per un’opera privata. La cosa è stata spiegata ai residenti, così come l’unica soluzione percorribile: saldo all’impresa per i lavori fatti e presa in carico dell’opera da parte del Comune quale bene pubblico da completare. L’11 novembre il tecnico ha inviato l’istanza agli enti superiori, che il 28 aprile hanno accolto. Ora l’ufficio Urbanistica dovrà determinare la sanzione per la sanatoria, poi i privati decideraranno se accogliere la proposta sulle spese: «Ringrazio l’architetto Saccani perché subito dopo il suo insediamento si è speso per risolvere il caso - sottolinea il vicesindaco Simone Gianaroli - e questa è l’unica soluzione per il rientro nella legalità. Anche se non sarà semplice rivedere tutto il bilancio alla ricerca dei fondi per finire il ponte».

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