Mirandola: Ago, filo e... fantasia per rinnovare gli abiti dimenticati
Stilista e modellista Cristiana Cesari di Mirandola ha ideato “Revolution”, corsi di riciclo creativo
«Ridare vita a qualcosa di “vecchio”, riciclare e divertirsi nel disfare e poi rifare». È questo l’obiettivo di “Revolution”, il workshop di riciclo creativo che si è svolto nelle scorse settimane presso lo “Spazio Esprit” a Mirandola. A tenere le redini della giornata c’era Cristiana Cesari, stilista e modellista, in collaborazione con l’associazione culturale “Leggermente”.
Un abito comprato per una cerimonia e successivamente mai più indossato, lo stile di un pantalone oramai fuori moda o una camicetta di un particolare tessuto che si vuole tenere a tutti i costi nonostante non sia più della nostra misura? Con il laboratorio di cucito creativo si può realizzare un nuovo capo d’abbigliamento, partendo proprio da ciò che offre il nostro armadio.
Tuttavia, a detta della protagonista, «il vero intento di queste lezioni non è avere un abito nuovo nel guardaroba, bensì il divertimento dato dalla creazione». Cristiana Cesari, residente a San Felice, nasce come stilista-modellista. Da giovane ha frequentato l’istituto di moda “Florentia”. In seguito ha lavorato come modellista presso differenti aziende e ha anche aperto, negli anni Novanta, un negozio con una linea di moda da lei disegnata.
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Ora, invece, Cristiana si definisce «stilista freelance» e, tra un disegno e l’altro, dà lezioni di cucito. Ci siamo fatti raccontare la sua storia.
Dobbiamo immaginarla alle prese carta e matita?
«No, ho abbandonato da tempo gli strumenti tradizionali per disegnare gli abiti e mi sono modernizzata. Tutto avviene col computer e un programma dedicato. In questo modo posso lavorare da casa, anche per aziende fuori regione. Sto seguendo una collezione di moda per un’azienda pugliese. Ogni tanto vado in loco solo per vedere come procedono i lavori».
“Revolution” non è l’unico workshop diretto dalla stilista della Bassa modenese. Quali le altre attività?
«Svolgo altri corsi, alcuni dei quali sono la base del cucito: insegno, per esempio, ad utilizzare la macchina per cucire. In questo caso sono necessarie più lezioni. Per quanto riguarda il riciclo, invece, è più veloce: una minima capacità nell’utilizzo della macchina per cucire è richiesta come punto di partenza».
Come nasce l’idea del workshop di riciclo creativo?
«Il voler dare nuova vita ad oggetti vecchi o in disuso è una mia caratteristica. Inoltre, dopo tanti anni di esperienza in questo settore, ho pensato che mi sarebbe piaciuto insegnare ad altri. Così, in collaborazione con l’associazione culturale “Leggermente” sono stati realizzati i primi corsi».
Chi partecipa?
«Principalmente ragazze giovani, l’età media non supera i trent’anni. Ciò che ho potuto notare è il ritorno, soprattutto nelle giovanissime, ad attività manuali. Si percepisce la voglia di creare qualcosa con le proprie mani».
Com’è strutturato “Revolution”?
«Le partecipanti arrivano con capi da reinventare. Ci disponiamo in cerchio e ognuna di loro, dopo essersi presentata, condivide la propria idea, il progetto che ha in mente: avviene un continuo scambio di consigli. È anche un modo per conoscere altre persone, condividere una passione e “ritagliare” un momento per sé. È positivo anche dal punto di vista sociale».
Cesari ha una vena creativa non solo coi tessuti. Infatti, ha scritto due libri. Il primo intitolato “Io vedo e non mi muovo”, un’inchiesta sulla violenza di genere. “Lucilla è scesa dalle nuvole”, invece, è una raccolta di poesie. Ultima curiosità. È nelle sue “corde” anche il lavoro a maglia? «No, non l’ho ancora provato. Tuttavia, ne ho sentito parlare in modo molto positivo, addirittura terapeutico».
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