Modena, Tangenziale Carducci a singhiozzo sino al 21 maggio
Nuovi lavori, sostituzione dei giunti. Il cantiere raddoppia i tempi e i costi raddoppiano a 35 mila euro
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Meglio lasciare ogni speranza quando si entra in tangenziale e si deve affrontare l’ingorgo tra le uscite 7 e 8: i lavori continueranno almeno sino a domenica prossima, 21 maggio, se tutto andrà per il verso giusto.
Non è tutto. Sempre fra dieci giorni, approfittando del traffico ridotto e dell’assenza di camion, dovrebbero essere portati a termine i controlli con le prove di carico sulle parti riparate, su entrambe le carreggiate. Per l’occasione verranno sistemati quattro camion da tre assi, con pesi per 100 tonnellate, verificando la perfetta tenuta dei giunti di dilatazione risistemati nella carreggiata.
Questo significherà, in pratica, la chiusura totale della tangenziale, con deviazione obbligatoria tra via Finzi e via del Mercato. Una scelta obbligata perchè il cavalcavia che unisce le due arterie che portano verso il centro città, a ridosso della stazione, è stato costruito nel 1979 e dimostra tutti i suoi anni.
La scarsa manutenzione e le caditoie intasate da troppo tempo hanno finito per dare il colpo di grazia, creando le premesse per far scorrere l’acqua sul manufatto e negli interstizi. Di qui il distacco di pezzi di cemento e i ferri lasciati scoperti e arrugginiti.
Anche i costi previsti per i lavori di sistemazione sono raddoppiati. Al posto dei 18-20 mila euro preventivati in un primo momento oggi si parla di un saldo finale da 35 mila euro.
Una cifra comprensibile se si considera l’entità dei lavori svolti. Mano a mano che i tecnici e gli operai della ditta hanno lavorato per portare alla luce le parti andate in malora sui piloni di cemento e nelle zone vicine hanno scoperto nuovi punti messi male, con infiltrazioni d’acqua anche sui punti d’appoggio delle maxi travi di cemento.
«Facciamo quello che c’è da fare - hanno sospirato rassegnati in Comune - così non ci pensiamo più per i prossimi vent’anni».
Oltre ai ventotto anni di vita, con il passaggio di decine di migliaia di veicoli ogni giorno, il cavalcavia sulla tangenziale Carducci deve fare i conti con dimensioni e tenuta. Nel catalogazione nazionale delle opere pubbliche è classificato come cavalcavia di prima classe .
Questo comporta una serie di requisiti tecnici che devono essere rispettati in maniera puntuale, a pena di responsabilità penali da parte di chi amministra la proprietà e la manutenzione della strada.
Non è un caso che il Comune sia corso a verificare le condizioni di altri ponti e cavalcavia nell’anello delle tangenziali. In verità c’è un piano di controlli e di manutenzione ma l’allarme per il cavalcavia di via Finzi ha accelerato i tempi.
Saverio Cioce
Non è tutto. Sempre fra dieci giorni, approfittando del traffico ridotto e dell’assenza di camion, dovrebbero essere portati a termine i controlli con le prove di carico sulle parti riparate, su entrambe le carreggiate. Per l’occasione verranno sistemati quattro camion da tre assi, con pesi per 100 tonnellate, verificando la perfetta tenuta dei giunti di dilatazione risistemati nella carreggiata.
Questo significherà, in pratica, la chiusura totale della tangenziale, con deviazione obbligatoria tra via Finzi e via del Mercato. Una scelta obbligata perchè il cavalcavia che unisce le due arterie che portano verso il centro città, a ridosso della stazione, è stato costruito nel 1979 e dimostra tutti i suoi anni.
La scarsa manutenzione e le caditoie intasate da troppo tempo hanno finito per dare il colpo di grazia, creando le premesse per far scorrere l’acqua sul manufatto e negli interstizi. Di qui il distacco di pezzi di cemento e i ferri lasciati scoperti e arrugginiti.
Anche i costi previsti per i lavori di sistemazione sono raddoppiati. Al posto dei 18-20 mila euro preventivati in un primo momento oggi si parla di un saldo finale da 35 mila euro.
Una cifra comprensibile se si considera l’entità dei lavori svolti. Mano a mano che i tecnici e gli operai della ditta hanno lavorato per portare alla luce le parti andate in malora sui piloni di cemento e nelle zone vicine hanno scoperto nuovi punti messi male, con infiltrazioni d’acqua anche sui punti d’appoggio delle maxi travi di cemento.
«Facciamo quello che c’è da fare - hanno sospirato rassegnati in Comune - così non ci pensiamo più per i prossimi vent’anni».
Oltre ai ventotto anni di vita, con il passaggio di decine di migliaia di veicoli ogni giorno, il cavalcavia sulla tangenziale Carducci deve fare i conti con dimensioni e tenuta. Nel catalogazione nazionale delle opere pubbliche è classificato come cavalcavia di prima classe .
Questo comporta una serie di requisiti tecnici che devono essere rispettati in maniera puntuale, a pena di responsabilità penali da parte di chi amministra la proprietà e la manutenzione della strada.
Non è un caso che il Comune sia corso a verificare le condizioni di altri ponti e cavalcavia nell’anello delle tangenziali. In verità c’è un piano di controlli e di manutenzione ma l’allarme per il cavalcavia di via Finzi ha accelerato i tempi.
Saverio Cioce
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