Zerbino multato, tutti ci deridono
Su social e radio ridicolizzata la multa di Ica, presto una riunione in Comune
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Le sanzioni emesse dall’Ica sugli zerbini pubblicitari di Modena stanno facendo il giro d’Italia.
La concessionaria di pubblicità che per conto del Comune riscuote le tasse sulla pubblicità negli spazi pubblici è stata messa sulla graticola assieme al sindaco Muzzarelli e alla giunta tutta da parte di radio e siti web.
«Un balzello». «È solo un modo per mettere le mani nelle tasche dei cittadini». «Una vergogna prendere soldi dagli stuoini»: sono solo alcuni dei commenti raccolti da tanti microfoni, a cominciare dalle critiche trasmesse a piene mani e in diretta da Radio 24.
Il Comune dal canto suo, dopo che il tributo degli stuoini è diventato un caso nazionale, è corso ai ripari per come poteva. Già nella tarda sera di giovedì aveva iniziato il tam tam delle convocazioni con le associazioni di categoria e i rappresentanti degli esercizi pubblici, i più bersagliati dalla richiesta di denaro straordinario.
In poco tempo, giusto per presentare una risposta plausibile alle telefonate di protesta arrivate da ogni parte, è stata promessa una riunione a breve per la prossima settimana. La data esatta? Dovrebbe essere prima di mercoledì e tanto è bastato per offrire un ramoscello d’ulivo ai commercianti esasperati.
La ragione della contesa? Presto detta. Baristi, enoteche, negozi di vestiti e via elencando, ingnoravano di dover pagare anche l’imposta della pubblicità oltre alla tassa per l’occupazione di suolo pubblico.
Se lo zerbino è sul marciapiede, dice la legge, la seconda è da pagare obbligatoriamente; quanto alla pubblicità Ica si è comportata come tutti coloro che reclamano soldi in base a una concessione pubblica.
Vantando la delega nella gestione delle sanzioni hanno contestato pagamento e sanzione per il mancato pagamento, arrivando in breve a cifre da capogiro per gli esercenti colpiti. Il titolare del bar pasticceria Remondini in largo S.Giorgio, Mauro Rossi, si è visto arrivare un bollettino con quasi mille euro da pagare sull’unghia : unica concessione il dimezzamento in caso di saldo immediato. Ma il suo non è affatto un caso isolato. (s.c.)
La concessionaria di pubblicità che per conto del Comune riscuote le tasse sulla pubblicità negli spazi pubblici è stata messa sulla graticola assieme al sindaco Muzzarelli e alla giunta tutta da parte di radio e siti web.
«Un balzello». «È solo un modo per mettere le mani nelle tasche dei cittadini». «Una vergogna prendere soldi dagli stuoini»: sono solo alcuni dei commenti raccolti da tanti microfoni, a cominciare dalle critiche trasmesse a piene mani e in diretta da Radio 24.
Il Comune dal canto suo, dopo che il tributo degli stuoini è diventato un caso nazionale, è corso ai ripari per come poteva. Già nella tarda sera di giovedì aveva iniziato il tam tam delle convocazioni con le associazioni di categoria e i rappresentanti degli esercizi pubblici, i più bersagliati dalla richiesta di denaro straordinario.
In poco tempo, giusto per presentare una risposta plausibile alle telefonate di protesta arrivate da ogni parte, è stata promessa una riunione a breve per la prossima settimana. La data esatta? Dovrebbe essere prima di mercoledì e tanto è bastato per offrire un ramoscello d’ulivo ai commercianti esasperati.
La ragione della contesa? Presto detta. Baristi, enoteche, negozi di vestiti e via elencando, ingnoravano di dover pagare anche l’imposta della pubblicità oltre alla tassa per l’occupazione di suolo pubblico.
Se lo zerbino è sul marciapiede, dice la legge, la seconda è da pagare obbligatoriamente; quanto alla pubblicità Ica si è comportata come tutti coloro che reclamano soldi in base a una concessione pubblica.
Vantando la delega nella gestione delle sanzioni hanno contestato pagamento e sanzione per il mancato pagamento, arrivando in breve a cifre da capogiro per gli esercenti colpiti. Il titolare del bar pasticceria Remondini in largo S.Giorgio, Mauro Rossi, si è visto arrivare un bollettino con quasi mille euro da pagare sull’unghia : unica concessione il dimezzamento in caso di saldo immediato. Ma il suo non è affatto un caso isolato. (s.c.)
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