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Delrio: «Per Etruria contattai io Bper Era un mio dovere» 

Delrio: «Per Etruria contattai io Bper Era un mio dovere» 

Il ministro stesso rivela di aver chiamato l’ex ad Caselli per proporgli l’acquisto della banca al centro del caso-Boschi

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È Graziano Delrio il ministro che all’inizio del 2015 ha chiesto ai vertici di Bper Banca di intervenire per salvare banca Etruria. Lo rivela lo stesso ministro delle Infrastrutture in una intervista al quotidiano La Stampa ricordando che la richiesta rientra nell’ambito di normali compiti istituzionali.
«Non ho nulla da nascondere. Mi sono occupato di Banca Etruria come mi sono occupato di Ilva, di Alitalia e tante altre crisi che rischiavano di avere impatti occupazionali, industriali o, come nel caso di Etruria, per i risparmiatori - dice -. Sono certamente uno di quelli che aveva sul tavolo tutte le crisi aziendali. Il mio ruolo all'epoca, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, era quello di accompagnare i ministri competenti nella gestione di queste crisi. In questa veste, ho chiamato Caselli - spiega Delrio in riferimento alla telefonata all'allora presidente della Bper - e ho chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper per Etruria. La risposta fu che era stata esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti».
La rivelazione è solo l’ultimo tassello conseguente alla anticipazione-scoop sul nuovo libro di Ferruccio De Bertoli “Poteri Forti” nel quale l’ex direttore del Corriere della Sera rivela le presunte pressioni dell’ex ministro Maria Elena Boschi (da lei smentite) sull’amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni per far sì che il colosso bancario acquisisse Banca Etruria, l’istituto bancario – nel cui Cdr c’era anche il padre della Boschi – che era già allora sull’orlo del fallimento. Lo scandalo Banca Etruria era scoppiato pochi mesi prima, a fine 2014, quando la banca dava di se stessa l’immagine di un istituto solido “di elevato standing».
Proprio il giorno di Capodanno 2015 Delrio, nella veste di sottosegretario al Governo, chiama l’ex presidente di Bper Banca Ettore Caselli e chi chiede se può informarsi su una possibile acquisizione di Banca Etruria.
Caselli stesso, come riportato ieri dalla “Gazzetta”, ha tagliato corto sulla vicenda. «Guardammo il dossier Etruria come ne guardammo altri e decidemmo di non fare niente».
La banca toscana, dunque, non sarebbe stata né interessante né appetibile tanto da indurre Bper a un atteggiamento di estrema prudenza.
Per Delrio però questa telefonata non ha nulla di anomalo e non costituisce una forma di pressione su Bper banca. «Sono certamente uno di quelli che aveva sul tavolo tutte le crisi aziendali - ha spiegato nell’intervista alla Stampa - In questa veste ho chiamato Caselli e ho chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper per Banca Etruria. La risposta fu che era stata esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti. Tutto qua».
Alla domanda dell’intervistatore, risponde: «Nessuna pressione ma una semplice richiesta di informazioni. Ricordo tra l'altro che il governo in quei giorni stava preparando il decreto sulle popolari», aggiunge sottolineando ancora di essersi occupato del problema «con i ministri competenti e la Boschi non era tra i ministri competenti. Per quanto mi riguarda, non mi vergogno di essermi occupato di questa vicenda - dice ancora il ministro - come non mi vergogno di essermi occupato di tutte le altre crisi che ho esaminato in quel periodo».

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