“Lambrusco mio”: bollicine ai Musei
di Serena Fregni
Anche oggi il percorso degustativo con venti cantine locali Un viaggio dentro il bicchiere con assaggi gastronomici
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L’arte della tradizione vitivinicola del Lambrusco incontra le bellezze artistiche della casa dell’arte di Modena, il Palazzo dei Musei. E’ l’iniziativa “Lambrusco mio, dall’Uva Perusinia al Lambrusco”, un percorso degustativo all’interno del Palazzo dei Musei alla scoperta del Lambrusco attraverso 20 cantine del territorio modenese e reggiano. Partita ieri, anche oggi dalle 10 alle 20 sarà possibile degustare i vini e partecipare alle visite guidate a tema fra le raccolte dei Musei Civici.
Con lo stesso biglietto inoltre i visitatori possono visitare l’itinerario storico “Dall’uva Perusinia al Lambrusco” che si snoda tra i Musei Civici e la Galleria Estense.
Organizzata e promossa da Vision Up insieme al Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena e Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, in collaborazione con i Musei Civici, la Galleria Estense e l’Archivio Storico Comunale, l’iniziativa vuole raccontare in primis la lunga storia di questo vino, come spiega l’enologo e agronomo Mauro Catena: «Il Lambrusco è l’unico vitigno veramente autoctono che c’è in Italia, oggi tutti parlano di vitigni autoctoni ma la gran parte ha sangue greco nel proprio Dna mentre il Lambrusco no perché è stato addomesticato in un ambiente ostile ai vitigni di origine orientale e dunque possiamo definirlo l’unico vero vitigno rappresentativo del territorio». Un’evoluzione che ha portato un vino, in passato fermo a diventare frizzante: «Prima era fermo e di bassa gradazione. E’ diventato frizzante quando gli inglesi inventarono le prime bottiglie resistenti alla pressione alla fine del Settecento». Una storia che è arrivata fino ad oggi e che passa attraverso le cantine presenti, da Barbolini, Santa Croce, Settecani - Castelvetro, Cavicchioli, Cantine Riunite & Civ, Chiarli Tenute Agricole, Podere Fiorini, Paltrinieri, Venturini Baldini, Azienda agricola Zucchi, Cantina Della Volta solo per citarne alcune. Con i loro vini lambruschi pronte ad accompagnare lo spettatore in un viaggio enogastronomico grazie anche alla presenza degli assaggi gastronomici di “Modena a Tavola” e “Piacere Modena”. Ieri hanno preso parte all’iniziativa anche Fede e Tinto della trasmissione di Radio2, Decanter, anche loro a Modena per il Lambrusco: «Se uno pensa al Lambrusco - raccontano i conduttori - e pensa alla trasmissione che conduciamo ci sono delle affinità perché noi passiamo molti pezzi rock e il Lambrusco è un vino rock, siamo stati i primi a raccontare il Lambrusco come un vino di qualità, buono, un gran vino». Oggi, oltre alla degustazione, si terrà la presentazione, alle 10.30 di Bubble’s Magazine, una rivista su carta che parla di vini italiani spumeggianti e di tutto quel mondo che gravita intorno alle bollicine.
Con lo stesso biglietto inoltre i visitatori possono visitare l’itinerario storico “Dall’uva Perusinia al Lambrusco” che si snoda tra i Musei Civici e la Galleria Estense.
Organizzata e promossa da Vision Up insieme al Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena e Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, in collaborazione con i Musei Civici, la Galleria Estense e l’Archivio Storico Comunale, l’iniziativa vuole raccontare in primis la lunga storia di questo vino, come spiega l’enologo e agronomo Mauro Catena: «Il Lambrusco è l’unico vitigno veramente autoctono che c’è in Italia, oggi tutti parlano di vitigni autoctoni ma la gran parte ha sangue greco nel proprio Dna mentre il Lambrusco no perché è stato addomesticato in un ambiente ostile ai vitigni di origine orientale e dunque possiamo definirlo l’unico vero vitigno rappresentativo del territorio». Un’evoluzione che ha portato un vino, in passato fermo a diventare frizzante: «Prima era fermo e di bassa gradazione. E’ diventato frizzante quando gli inglesi inventarono le prime bottiglie resistenti alla pressione alla fine del Settecento». Una storia che è arrivata fino ad oggi e che passa attraverso le cantine presenti, da Barbolini, Santa Croce, Settecani - Castelvetro, Cavicchioli, Cantine Riunite & Civ, Chiarli Tenute Agricole, Podere Fiorini, Paltrinieri, Venturini Baldini, Azienda agricola Zucchi, Cantina Della Volta solo per citarne alcune. Con i loro vini lambruschi pronte ad accompagnare lo spettatore in un viaggio enogastronomico grazie anche alla presenza degli assaggi gastronomici di “Modena a Tavola” e “Piacere Modena”. Ieri hanno preso parte all’iniziativa anche Fede e Tinto della trasmissione di Radio2, Decanter, anche loro a Modena per il Lambrusco: «Se uno pensa al Lambrusco - raccontano i conduttori - e pensa alla trasmissione che conduciamo ci sono delle affinità perché noi passiamo molti pezzi rock e il Lambrusco è un vino rock, siamo stati i primi a raccontare il Lambrusco come un vino di qualità, buono, un gran vino». Oggi, oltre alla degustazione, si terrà la presentazione, alle 10.30 di Bubble’s Magazine, una rivista su carta che parla di vini italiani spumeggianti e di tutto quel mondo che gravita intorno alle bollicine.
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