Modena, «DopoVasco, un parco solo con verde e boschi»
L’Associazione amici del Ferrari rilancia il progetto del 2011 , obiettivo: spingere il Comune ad investire i 400 mila euro del concerto per il rilancio ambientale
MODENA. Quale parco Ferrari restituire alla città dopo il superconcerto di Vasco Rossi? Da alcune settimane è il tema sul quale le associazioni ambientaliste modenesi stanno dibattendo, partendo dal presupposto di sfruttare il grande evento rock, come spinta decisiva a prendere finalmente in mano l’intervento di completamento del parco. Un pressing che le associazioni vogliono fare sull’amministrazione comunale - sin qui silente - approfittando del fatto che grazie al concerto entreranno nelle casse municipali 400 mila euro.
Una decina di giorni fa era stato il Wwf a riproporre il proprio progetto emerso nel 2011, nel corso dell’istruttoria pubblica indetta dal Comune di Modena, dopo le proteste sul progetto elaborato dalla Giunta Pighi, e finita poi in nulla. Oggi è "L’associazione Cittadini Per il Parco Ferrari e il Verde Urbano", nelle veste del suo presidente Nicoletta Uzzielli, a rispolverare il proprio progetto. In quell'occasione l’Associazione aveva raccolto e protocollato 3600 firme contrarie al progetto comunale, che prevedeva all’interno del Parco una piscina, un'area commerciale, dei posteggi, un lago canale, alcuni ristoranti, molti edifici "di cemento" . E rilanciò presentò un proprio progetto all’insegna dell’ambiente e della cultura, elaborato dall'architetto Vitaliano Biondi. L’idea è quello di un parco, area verde in toto, suddivisa però in aree “tematiche”.
Innanzitutto la presenza di un “Bosco Urbano di Modena”. «Un parco a bassa manutenzione che si avvalga di dinamiche naturali consentendo così di ridurre gli interventi colturali e di conseguenza i costi. - ricorda Nicoletta Uzzielli - Si prevedono quattro tipi di vegetazione: il bosco, la siepe, il prato e la zona umida. Un bosco urbano vicino alla città è un luogo fruibile alternativamente a parchi naturali, o luoghi di svago più lontani. Il bosco si presta non solo alla ricreazione, ma anche all’osservazione della natura, allo svolgimento d’attività di ricerca e didattiche, di vari tipi di sport e di giochi».
Per la viabilità interna la proposta dell’Associazione è di utilizzare per la maggior parte il reticolo viario esistente creando un percorso ciclopedonale. Un’area dovrebbe poi essere riservata al “Bosco della Poesia” «All’interno del Parco sarebbe bello camminare nel silenzio, leggendo appesi ai rami, anche come opere effimere, alcuni brani famosi di letteratura riferiti alle foreste. I brani letterari ci guideranno tra i sentieri dell'immaginario sul bosco presente in ogni cultura»
Altra proposta per completare, la creazione un piccolo giardino. «Un giardino dedicato alla convivenza e che potrebbe assurgere a sintesi dell’intero progetto. - spiega Uzzielli - Un giardino costituito essenzialmente da alberi e fiori che rivestono un significato peculiare per le grandi fedi del mondo». Infine, viene proposta la creazione di un angolo di parco, come luogo di aggregazione e punto di riferimento stabile, una struttura leggera ed eco-sostenibile all'interno del parco con qualche posto a sedere, sia all'interno che all'esterno, che sia presidio pubblico, punto di lettura, di connessione wifi e di prestito libri e riviste, magari recuperando e ristrutturando le casettine ora abbandonate nel posteggio di via Emilia ovest».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
