Sassuolo, centro sportivo Cà Marta in vendita a 4,2 milioni
La cessione nel bilancio voluto dalla maggioranza. Il ricavato per le manutenzioni È l’ultima sortita dopo tante discussioni sulla gestione ai privati. Altre dismissioni
SASSUOLO. Ancora un anno e il centro sportivo comunale Cà Marta potrebbe essere ceduto e diventare proprietà privata.
Proprio così, almeno stando al piano triennale delle alienazioni 2017-2019, approvato dal consiglio comunale alcuni giorni fa coi voti favorevoli della maggioranza, l’astensione di Claudio Corrado del gruppo misto e i voti fermamente contrari delle opposizioni, dai 5 Stelle, al centrodestra.
Il centro sportivo - adiacente all’area già acquisita dal Sassuolo calcio per realizzare il grande centro tecnico dei neroverdi - risulta infatti tra i cespiti comunali in vendita nel 2018, ed anzi è quello col maggior valore stimato tra i circa 30 in elenco.
Il documento, che contiene decine di fabbricati e terreni di cui il Comune prevede di sbarazzarsi, vendendo a chiunque sia interessato, prevede che nel 2018 ben 4,5 milioni di euro, dei circa sei previsti in entrata dalle vendite di immobili comunali, derivino proprio dalla cessione del centro sportivo Cà Marta di via Regina Pacis.
L’inserimento del centro, derivato dall’ex Cral Marazzi, tra i beni da vendere stupisce, e non poco, dato che da anni e anni la struttura, comunale, è gestita dall’associazione Cà Marta che ha anche apportato diverse migliorie in occasione delle quali molto si era discusso, proprio riguardo alla pubblicità del centro.
Discussioni, animate dalle forze politiche, che non erano mancate nemmeno riguardo alla durata della concessione agli attuali gestori. Probabilmente, sempre se l’ipotesi dovesse andare in porto e si dovesse arrivare alla vendita (esito che, almeno per molti degli immobili inseriti nel piano triennale, risulta assai difficile da conseguire), poco cambierebbe per i cittadini, che continuerebbero a pagare per fruire di palestre e piscine.
A trarne giovamento sarebbero invece le casse, “piangenti”, del Comune che, rinunciando alla titolarità del centro, che già oggi è comunque gestito da soggetti privati, potrebbero però ricevere un sostanzioso apporto di liquidità, magari da utilizzare per le manutenzioni in giro per la città, tanto richieste. Soldi, di cui il Comune ha bisogno, che dovrebbero, almeno nei piani dell'amministrazione, arrivare anche dalle altre vendite di immobili e terreni preventivate, che oltre a portare soldi in cassa in molti casi sgraverebbero anche il Comune da costosi oneri di manutenzione. Per l'anno in corso si va da un terreno nel comparto Fincibec, che potrebbe fruttare 614mila euro, all’ex pretura di piazza Garibaldi, che dovrebbe fruttare, se venduta in blocco, 1 milione e 700mila euro, già messa in vendita più volte, sia interamente sia in singoli lotti, senza però grandi risultati. L’ex ufficio del personale, nella centralissima via Pretorio, dovrebbe essere venduto sempre nel 2017, con un’entrata netta prevista di 400mila euro, mentre il piano colloca nel 2018 la vendita del Cookie Bar di via Circonvallazione Nord Est, a 320mila euro, e di un ex negozio di frutta, nella stessa strada, a 264mila euro.
Cespite più rilevante previsto in vendita nel 2019 il bar tabaccheria di piazza San Paolo. In totale i circa 30 cespiti immobiliari presenti nell'elenco, qualora fossero tutti venduti e il calcolo degli incassi netti fosse corretto, porterebbero al Comune quasi 3 milioni di euro nel 2017, quasi 6 nel 2018 (di cui oltre 4.5 da Ca’ Marta), e circa mezzo milione nel 2019.
A spegnere l’entusiasmo, però, la constatazione che, quasi a metà dell’anno in corso nessuna delle vendite preventivate più rilevanti (oltre all’ex pretura ci sono diversi terreni, agricoli e non) risulti conclusa.
Fuori dall’elenco diversi altri “celebri invenduti” di proprietà di Sgp, la società patrimoniale del Comune, che nonostante la forma di srl è di fatto un’emanazione del Comune stesso: dagli ex magazzini (adesso in mano all'istituto vendite giudiziarie), all'ex Fassbinder, fino all'ex centro pasti.
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