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Stop a studi di settore, ecco “Isa” 

Stop a studi di settore, ecco “Isa” 

Così funzioneranno i nuovi strumenti annunciati : gli “Indici sintetici di affidabilità fiscale”

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L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che gli Isa -Indici sintetici di affidabilità fiscale - prenderanno il posto degli studi di settore già dal 2017. Quindi saranno applicabili dal Modello Unico 2018 per i redditi 2017. Si inizierà con otto settori economici: Commercio all’ingrosso di macchine utensili - Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori - Amministrazione di condomini, gestione di beni immobili per conto terzi e servizi Integrati di gestione agli edifici - Attività degli studi di ingegneria - Fabbricazioni di calzature, parti e accessori - Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria - Manutenzione e riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori - Servizi di ristorazione commerciale. La novità interesserà circa un milione e mezzo di contribuenti. L’addio definitivo agli studi di settore però arriverà nel 2018, quando saranno messi a punto gli indici per gli altri 80 settori economici.
Gli Isa hanno l’arduo obiettivo di favorire la collaborazione e l’adempimento spontaneo. In che modo? Attraverso un meccanismo di premialità nei confronti dei contribuenti più virtuosi. Gli studi di settore sono - o meglio, erano - uno strumento statistico utilizzato dal Fisco per calcolare il gettito fiscale ormai considerato obsoleto e poco in linea con la situazione economica. Questi indicatori verranno invece utilizzati per stabilire il grado di affidabilità del contribuente. I dati saranno racchiusi in una vera e propria pagella per l’imprenditore. Saremo di fronte a un dato sintetico che consentirà di stabilire, su una scala da uno a dieci, quale è il grado di affidabilità del contribuente. Quanto più elevato sarà il grado di affidabilità dell’impresa e del contribuente, tanto più potrà accedere a un particolare sistema premiale. Vale a dire: un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità. A questo punto per gli imprenditori sarà possibile pagare al Fisco l’importo realmente dovuto in base all’andamento economico della propria attività. Una novità importante, se si considera che molti imprenditori erano costretti a dichiarare più del reale fatturato per evitare di incorrere in multe e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Non più un calcolo statistico ma un calcolo basato su specifici indicatori più "a misura". Il nuovo strumento è costruito in base a una metodologia statistico-economica che analizza diversi fattori. Inoltre sarà la stessa Agenzia delle Entrate che comunicherà al singolo contribuente il risultato dell’indicatore sintetico, comprese le componenti di incoerenza. L’obiettivo è incentivare l’imprenditore non solo all’adempimento spontaneo, ma anche motivarlo ad avere una comunicazione con il Fisco per migliorare la propria posizione e, soprattutto, la «pagella» d’affidabilità. Molti però i punti critici e le incertezze. Soprattutto ad oggi non è chiaro se in realtà verranno utilizzati come nuovo strumento di accertamento, oppure se saranno stabiliti nuovi termini e modalità di controllo fiscale per i contribuenti.
Giorgio Guandalini

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