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Via Udine, palazzina rifugio di spacciatori

Via Udine, palazzina rifugio di spacciatori

Lo stabile abbandonato in via Udine torna ad essere dimora per spacciatori. «In realtà non ha mai smesso di esserlo - spiega un giovane che lavora in prossimità della palazzina - durante tutta la...

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Lo stabile abbandonato in via Udine torna ad essere dimora per spacciatori. «In realtà non ha mai smesso di esserlo - spiega un giovane che lavora in prossimità della palazzina - durante tutta la giornata, non solo la sera, vediamo entrare e uscire parecchie persone».
Ci troviamo nel Quartiere 3 e l’argomento che stiamo trattando non è nuovo per la cronaca locale. Infatti, lo stabile, che confina col parcheggio del supermercato Esselunga, è stato, negli anni scorsi, lo scenario di controlli e ripetuti blitz da parte delle forze dell’ordine. «Sarebbe ora che si decidesse cosa farne - riprende il ragazzo - perché tenuto in queste condizioni non è altro che il covo di malviventi». Già in passato era stata avanzata la richiesta perché lo stabile, ancora da terminare per mancanza di fondi, venisse sanato, recintato e ripulito. La recinzione è stata successivamente apposta, ma di recente è stata rotta. Proprio dal lato del parcheggio del supermercato si può notare un buco, una via d’accesso, creata nella recinzione. «Ho segnalato diverso tempo fa dell’accaduto - spiega Andrea, anziano residente della zona - ma il passaggio nella rete esterna c'è ancora. Abitando vicino allo stabile vedo, anche se non voglio, dei “giri strani”. Gli stessi che si notano sulla ciclabile».
La pista per le biciclette, a cui si riferisce l’anziano, costeggia in buona parte strada delle Morane. Tuttavia, per diversi tratti, la ciclabile rientra in zone più nascoste e quindi facili vie di fuga per i malviventi. «Il lato positivo della situazione - conclude l’anziano - è che negli anni, noi residenti, abbiamo imparato a distinguere i frequentatori della ciclabile da coloro che la utilizzano per spacciare e ogni volta segnaliamo. Il risultato è che pur essendoci ancora dei delinquenti, gli stessi, si sono ridotti in numero grazie alle azioni di buon vicinato e al sostegno delle forze dell’ordine». (m.s.)

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