Via Udine, palazzina rifugio di spacciatori
Lo stabile abbandonato in via Udine torna ad essere dimora per spacciatori. «In realtà non ha mai smesso di esserlo - spiega un giovane che lavora in prossimità della palazzina - durante tutta la...
2 MINUTI DI LETTURA
Lo stabile abbandonato in via Udine torna ad essere dimora per spacciatori. «In realtà non ha mai smesso di esserlo - spiega un giovane che lavora in prossimità della palazzina - durante tutta la giornata, non solo la sera, vediamo entrare e uscire parecchie persone».
Ci troviamo nel Quartiere 3 e l’argomento che stiamo trattando non è nuovo per la cronaca locale. Infatti, lo stabile, che confina col parcheggio del supermercato Esselunga, è stato, negli anni scorsi, lo scenario di controlli e ripetuti blitz da parte delle forze dell’ordine. «Sarebbe ora che si decidesse cosa farne - riprende il ragazzo - perché tenuto in queste condizioni non è altro che il covo di malviventi». Già in passato era stata avanzata la richiesta perché lo stabile, ancora da terminare per mancanza di fondi, venisse sanato, recintato e ripulito. La recinzione è stata successivamente apposta, ma di recente è stata rotta. Proprio dal lato del parcheggio del supermercato si può notare un buco, una via d’accesso, creata nella recinzione. «Ho segnalato diverso tempo fa dell’accaduto - spiega Andrea, anziano residente della zona - ma il passaggio nella rete esterna c'è ancora. Abitando vicino allo stabile vedo, anche se non voglio, dei “giri strani”. Gli stessi che si notano sulla ciclabile».
La pista per le biciclette, a cui si riferisce l’anziano, costeggia in buona parte strada delle Morane. Tuttavia, per diversi tratti, la ciclabile rientra in zone più nascoste e quindi facili vie di fuga per i malviventi. «Il lato positivo della situazione - conclude l’anziano - è che negli anni, noi residenti, abbiamo imparato a distinguere i frequentatori della ciclabile da coloro che la utilizzano per spacciare e ogni volta segnaliamo. Il risultato è che pur essendoci ancora dei delinquenti, gli stessi, si sono ridotti in numero grazie alle azioni di buon vicinato e al sostegno delle forze dell’ordine». (m.s.)
Ci troviamo nel Quartiere 3 e l’argomento che stiamo trattando non è nuovo per la cronaca locale. Infatti, lo stabile, che confina col parcheggio del supermercato Esselunga, è stato, negli anni scorsi, lo scenario di controlli e ripetuti blitz da parte delle forze dell’ordine. «Sarebbe ora che si decidesse cosa farne - riprende il ragazzo - perché tenuto in queste condizioni non è altro che il covo di malviventi». Già in passato era stata avanzata la richiesta perché lo stabile, ancora da terminare per mancanza di fondi, venisse sanato, recintato e ripulito. La recinzione è stata successivamente apposta, ma di recente è stata rotta. Proprio dal lato del parcheggio del supermercato si può notare un buco, una via d’accesso, creata nella recinzione. «Ho segnalato diverso tempo fa dell’accaduto - spiega Andrea, anziano residente della zona - ma il passaggio nella rete esterna c'è ancora. Abitando vicino allo stabile vedo, anche se non voglio, dei “giri strani”. Gli stessi che si notano sulla ciclabile».
La pista per le biciclette, a cui si riferisce l’anziano, costeggia in buona parte strada delle Morane. Tuttavia, per diversi tratti, la ciclabile rientra in zone più nascoste e quindi facili vie di fuga per i malviventi. «Il lato positivo della situazione - conclude l’anziano - è che negli anni, noi residenti, abbiamo imparato a distinguere i frequentatori della ciclabile da coloro che la utilizzano per spacciare e ogni volta segnaliamo. Il risultato è che pur essendoci ancora dei delinquenti, gli stessi, si sono ridotti in numero grazie alle azioni di buon vicinato e al sostegno delle forze dell’ordine». (m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
