Caso Muzzarelli-Maletti Cominciano i “colloqui”
Dopo la lettera dei nove fedelissimi che fanno capo alla presidente del Consiglio, il sindaco inizia i “faccia a faccia” con i consiglieri per blindare la maggioranza
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La data non è ancora stata ufficialmente fissata, ma nell’agenda del sindaco Muzzarelli alcuni spazi bianchi - pochi, visto il presenzialismo del primo cittadino su ogni materia - saranno riempiti dai colloqui a tu per tu con i consiglieri comunali.
È ancora fresca la lettera scritta dai nove consiglieri malettiani all’indirizzo di Muzzarelli per chiedere un cambio di passo. Una lettera che ha fatto male a tutto l’ambiente, tanto che oggi tutti restano coperti senza aggiungere particolari ad un quadro di tenuta già compromesso.
Il sindaco ha così optato per una verifica “a uno a uno” in modo da cercare di fare chiarezza una volta per tutte e uscire dalla logica degli equilibrismi - vedi il rimpasto di giunta che non è stato gradito da una parte dello stesso Pd - e delle scelte - vedi la volontà di chiedere la testa della capogruppo Grazia Baracchi.
I nove consiglieri malettiani (oltre a Francesca Maletti, prima firmataria, ci sono Carmelo De Lillo, Federica Di Padova, Marco Forghieri, Diego Lenzini, Caterina Liotti, Giulia Morini, Chiara Pacchioni e Fabio Poggi) sanno bene che possono far mancare, quando vogliono, la maggioranza a Muzzarelli. Muzzarelli sa bene che ha bisogno di loro per governare. Queste sono le proporzioni del Pd di oggi in consiglio comunale. E quello strappo sulla Baracchi le aumenta, a tal punto, che nella logica dell’attacco frontale anche Andrea Bortolamasi, segretario cittadino del Pd, avrebbe fatto sapere che se dovesse “cadere” la Baracchi anche lui sarebbe pronto a farsi da parte. Il gruppo e il partito, due luoghi di discussione contigui, dove si cercano spazi. La lettera ha fatto da apripista, creando più che un varco un vero e proprio squarcio.
I contenuti della lettera sono di fatto questi: non c’è stato coinvolgimento del gruppo nella gestione del rimpasto, serve un protagonismo diverso dei consiglieri, più spazio e visibilità al ruolo degli stessi, cambio di rotta e di passo nella linea politica.
La risposta di Muzzarelli era stata immediata. Risposta molto politica e misurata, sapendo bene che senza quei nove consiglieri non può fare. Muzzarelli difende il ruolo del gruppo, comprende le difficoltà di visibilità dei consiglieri, si dice disponibile ad incontrarli uno per uno per poi trovare una soluzione nelle sedi opportune, gruppo e partito. Che i colloqui abbiano inizio. (d.b.)
È ancora fresca la lettera scritta dai nove consiglieri malettiani all’indirizzo di Muzzarelli per chiedere un cambio di passo. Una lettera che ha fatto male a tutto l’ambiente, tanto che oggi tutti restano coperti senza aggiungere particolari ad un quadro di tenuta già compromesso.
Il sindaco ha così optato per una verifica “a uno a uno” in modo da cercare di fare chiarezza una volta per tutte e uscire dalla logica degli equilibrismi - vedi il rimpasto di giunta che non è stato gradito da una parte dello stesso Pd - e delle scelte - vedi la volontà di chiedere la testa della capogruppo Grazia Baracchi.
I nove consiglieri malettiani (oltre a Francesca Maletti, prima firmataria, ci sono Carmelo De Lillo, Federica Di Padova, Marco Forghieri, Diego Lenzini, Caterina Liotti, Giulia Morini, Chiara Pacchioni e Fabio Poggi) sanno bene che possono far mancare, quando vogliono, la maggioranza a Muzzarelli. Muzzarelli sa bene che ha bisogno di loro per governare. Queste sono le proporzioni del Pd di oggi in consiglio comunale. E quello strappo sulla Baracchi le aumenta, a tal punto, che nella logica dell’attacco frontale anche Andrea Bortolamasi, segretario cittadino del Pd, avrebbe fatto sapere che se dovesse “cadere” la Baracchi anche lui sarebbe pronto a farsi da parte. Il gruppo e il partito, due luoghi di discussione contigui, dove si cercano spazi. La lettera ha fatto da apripista, creando più che un varco un vero e proprio squarcio.
I contenuti della lettera sono di fatto questi: non c’è stato coinvolgimento del gruppo nella gestione del rimpasto, serve un protagonismo diverso dei consiglieri, più spazio e visibilità al ruolo degli stessi, cambio di rotta e di passo nella linea politica.
La risposta di Muzzarelli era stata immediata. Risposta molto politica e misurata, sapendo bene che senza quei nove consiglieri non può fare. Muzzarelli difende il ruolo del gruppo, comprende le difficoltà di visibilità dei consiglieri, si dice disponibile ad incontrarli uno per uno per poi trovare una soluzione nelle sedi opportune, gruppo e partito. Che i colloqui abbiano inizio. (d.b.)
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