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Modena, rifugiati in corteo: «Ci state sfruttando»

di Gaetano Gasparini
Modena, rifugiati in corteo: «Ci state sfruttando»

In 300 per protestare contro i ritardi nella consegna dei documenti, la gestione delle cooperative e il “pocket money” 

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MODENA. Non era mai successo prima a Modena. Che un gruppo di Sans-papiers auto-organizzato, i Modena Refugees, scendesse in piazza per reclamare documenti e dignità. Alle nove erano già un centinaio i migranti arrivati da tutta la provincia per il concentramento sul piazzale davanti alla stazione dei treni. Verso le nove e mezza il corteo si muove fra boati, cori e applausi assordanti tanto che le persone che si alternavano al megafono avevano difficoltà a farsi sentire. In testa al corteo gli organizzatori stessi hanno faticato a contenere l'esuberanza dei migranti in lotta.

Nessun incidente ma tanta esasperazione. Braccia alzate verso il cielo e pugni chiusi, i migranti scandivano pochi ma significativi cori: “Libertà”; “Documenti ora”; “We must win this battle”. Anche i cartelli non lasciavano spazio a equivoci circa il motivo della protesta. “Diritti per tutti, legalità per tutti”; “Abbiamo bisogno dei documenti”; “Basta sfruttamento”; “Vogliamo lavorare, non essere mantenuti”; ”Pocket money e vitto sono un nostro diritto”. Bersaglio della contestazione le istituzioni locali e le cooperative dell'accoglienza del nostro territorio: Caleidos e L'Angolo in cui la maggior parte dei manifestanti sono inseriti.

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I migranti in lotta richiedevano certezze sui seguenti punti: la riduzione dei tempi di attesa per incontrare la Commissione atta a rilasciare lo status di rifugiato, il rinnovo del permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi, il rilascio della carta d'identità per tutti e la fine dei "soprusi" degli operatori delle cooperatve. Il colpo d'occhio era impressionante: una massa critica di almeno 300 africani arrabbiati che sfilavano nel centro città in un pigro e afoso lunedì mattina senza storia. In solidarietà ai migranti anche militanti del Guernica, del Labum, del SiCobas, oltre a “soggettività” di area libertaria e militanti antirazzisti arrivati da Bologna.

Dalla stazione ferroviaria il chiassoso serpentone si è diretto in viale Monte Kosica dove all'altezza del Centro per Stranieri sono volati cori di protesta. Poi, si sono diretti sulla spianata della manifattura tabacchi e, sempre scortati da importanti misure di sicurezza con reparti giunti da Bologna, hanno imboccato via Sgarzeria per ritrovarsi in un attimo sulla via Emilia. Destinazione finale: la prefettura. I migranti, molti dei quali richiedenti asilo o richiedenti protezione internazionale, erano quasi tutti uomini dell'Africa sub-sahariana. La loro pressione ha funzionato, almeno in questa prima fase. Una delegazione di manifestanti è stata accolta dal prefetto Maria Patrizia Paba e dal suo staff.

Ci sono state delle promesse, come lo sblocco immediato dei rinnovi ovvero la possibilità ai migranti di rinnovare il permesso di soggiorno temporaneo direttamente in questura, bypassando le cooperative che li inquadrano. La Prefettura ha anche garantito il rilascio delle carte d'identità e assicurato di mantenere un occhio vigile sulle cooperative “inadempienti". Il “corteo della dignità” come lo hanno chiamato i migranti stessi, si è poi spostato verso la questura attraverso viale Ciro Menotti. Una marcia sotto il sole ritmata dal reggae che usciva dalle casse del sound system prestato per l'occasione da un militante antirazzista modenese.

Ad incontrare la stessa delegazione, il questore Paolo Fassari con il suo staff, sollecitato ad ascoltare i migranti dal prefetto in persona. Il questore ha confermato lo sblocco per i rinnovi temporanei e dato ampia collaborazione su tutti gli altri punti presentati dal collettivo in prefettura. «Torneremo in piazza fra una settimana se non riceviamo da subito risposte concrete», hanno rilanciato al megafono i delegati prima di sciogliere il corteo, Il collettivo è nato, l'ultimatum lanciato, e altre mobilitazioni sono già in programma. Il 20 maggio i migranti di Modena Refugees scenderanno in piazza a Milano a fianco ad altri gruppi di Sans-papiers e di collettivi antirazzisti; il 27 maggio l'appuntamento è invece a Bologna per una protesta più allargata contro la legge Minniti che prevede la riapertura degli ex Cie di cui uno si trova proprio a Modena.

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