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Realtà aumentata esportata in Usa 

Realtà aumentata esportata in Usa 

“Pikkart” all’avanguarda nella frontiera digitale si lancia sul mercato degli States

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Pikkart alla conquista degli Stati Uniti. Almeno è questo quello che si propone di fare la start up modenese. Tabella di marcia: recarsi prima a New York, poi nella Silicon Valley, a Santa Clara, per mostrare i risultati di anni di lavoro. Pikkart è una piccola azienda che conta oggi una quindicina di collaboratori. Nata nel 2014 grazie a cinque professionisti dell’ambito digitale, è stata una delle prime a capire le potenzialità della realtà aumentata e si è mossa in quella direzione. Lavorando in collaborazione con UniMore è riuscita a sviluppare una carta vincente: un Sdk proprietario.
Di cosa di tratta? L’acronimo sta per “Software development kit” ed è l’insieme di strumenti da cui partire per sviluppare applicazioni basate sulla realtà aumentata. Al mondo solo 12 aziende possiedono un proprio Sdk, ed in Italia l’ha soltanto Pikkart. Questo permette sia di offrire servizi alle aziende interessate, sia di poter essere appetibile in un mercato affamato di questo settore, come appunto gli Usa. Pikkart è stata infatti una delle start up selezionate per partecipare, dal 21 al 26 maggio a New York, a VentureOut, un importante programma di accelerazione d’impresa che sostiene le migliori aziende del settore. «Esporremo la nostra proposta imprenditoriale davanti ad un pubblico di investitori - spiega Mattia Baroni, Coo di Pikkart - con l’obiettivo di raccogliere fondi e lanciare i nostri prodotti nel mercato americano, che è quello più importante al mondo». Dopo New York, il volo è diretto a Santa Clara, California, dove si tiene l’Awe, la più importante kermesse al mondo dedicata alla realtà aumentata. «Presenteremo le nostre ultime novità - prosegue Baroni - la le quali Pikkart-Ar Logo, una tecnologia unica che permette di associare diversi contenuti digitali alla stessa identica immagine, senza richiedere stampanti o tipi di carta particolari».
Cosa significa? Prese due stampe uguali, sullo schermo del cellulare compaiono informazioni diverse a seconda che la fotocamera inquadri l’una o l’altra. «Un sistema basato esclusivamente su algoritmi - illustra Baroni - che può trovare diverse applicazioni e sostituire i QR code, che hanno diversi limiti. Di solito rimandano solo a un sito internet e se l’immagine è rovinata non vengono letti, mentre Pikkart-Ar Logo riconosce l’informazione anche se la stampa è danneggiata».
Grazie alla realtà aumentata, con tablet e smartphone è possibile accedere a numerose informazioni a partire da un qualunque volantino, scatola o biglietto da visita. Si può ad esempio vedere il modello in 3d del contenuto di un packaging oppure, puntando la fotocamera nello spazio circostante, trovare la posizione di una banca con tanto di numero di telefono e orari. Anche la cultura ne giova: la realtà aumentata permette di approfondire le caratteristiche di qualsiasi oggetto esposto in modo facile e veloce. Queste tecnologie sono già qui, e hanno costi contenuti.
Cos’altro manca? «Basta che le persone conoscano le potenzialità della realtà aumentata» sostiene il fondatore e Ceo di Pikkart, Lorenzo Canali. «Il fenomeno di Pokémon Go - aggiunge Baroni - ha dimostrato quale impatto può avere la realtà aumentata se presentata con l’app giusta al momento giusto». Il seme dell’interesse è già piantato ed il futuro va in questa direzione. Un numero sempre maggiore di aziende investirà quindi in tecnologie in grado di offrire servizi a portata di smartphone.
Eleonora Degoli

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