Sport in lutto, scomparso Salvatore Baudi
Tra i fondatori del CMS, lavorò come massaggiatore in Ferrari, alla Minelli e per 30 anni nel volley
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Il mondo dello sport modenese è in lutto per la scomparsa di salvatore Baudi, 92 anni, tra i primissimi fisioterapisti sportivi della nostra provincia quando ancora la disciplina era in fase sperimentale.
È scomparso dopo una vita spesa per lo sport e nello sport, lasciando la moglie Marisa e i figli Paolo e Dora che dopo i rispettivi matrimoni gli avevano regalato tre nipotini. Ma lui, sempre pronto a dispensare consigli a chi glieli chiedeva, nel cuore e anche nella pratica non aveva mai abbandonato il mondo dello sport che aveva frequentato sotto diverse specialità.
Fondatore negli anni ’50 del primo Centro di Medicina Sportiva a fianco del dottor Braglia, che ebbe sede nella palazzina alle spalle dello stadio, Baudi era arrivato a Modena proveniente dalla Campania come infermiere aggregato alla Polizia.
Dopo aver frequentato uno dei primi corsi di specializzazione come fisioterapista a poi il primo a indirizzo sportivo, cominciò a collaborare con qualche gruppo sportivo prima di entrare nel Centro medico Sportivo. Di qui la scelta di dedicarsi a tempo pieno alla libera professione lasciando la divisa.
Fu così che si trovò a rimettere in piede i giovani atleti di ogni sport. Negli anni ’60 fa il salto di qualità con la Formula 1, ovviamente con la Scuderia Ferrari, chiamato direttamente dagli uomini vicini al Drake. Fa il massaggiatore dei piloti di Formula 1 e anche di quelli che correvano con le vetture con le ruote coperte, come a le Mans. Un’epoca in cui le vetture avevano più vibrazioni che cavalli nel motore e che dopo ore di prove in pista restituivano piloti strizzati a dovere, appena si fermavano ai box.
Ma la sua passione più importante fu la pallavolo, quando i professori di ginnastica erano in prima linea sui campetti e nelle palestre scolastiche per scegliere i futuri talenti gialloblù. «A tenere insieme tutti Salvatore era in prima fila - racconta Francesco Egidi, colonna dell’ultima Minelli dal ’71 al ’75, squadra mito della prima pallavolo modenese, quella eroica che combatteva con pochi mezzi contro il nascente sistema volley con campioni ben pagati - Mi ha seguito anche alla Edilmar a Cesenatico in serie A quandi giocai lì per un triennio e poi alla Edilcuoghi di Sassuolo nei primi anni ’80 con cui vinse una Coppa Italia. Infine, dall’81 al 2000, affiancò ai suoi due ambulatori 1’impegno con le sette squadre di pallavolo del gruppo sportivo Menegola».
«Quando è stato con noi alla Minelli - ricorda commosso Livio Selmi, storico allenatore di quella formazione che tanti scudetti ha portato a Modena - Salvatore era bravissimo ad ascoltare i ragazzi, a motivarli e a smussare le asprezze del caratere. Ci mancherà molto». I funerali si terranno questa mattina alle 9.30 nella chiesa della Sacra Famiglia.
Saverio Cioce
È scomparso dopo una vita spesa per lo sport e nello sport, lasciando la moglie Marisa e i figli Paolo e Dora che dopo i rispettivi matrimoni gli avevano regalato tre nipotini. Ma lui, sempre pronto a dispensare consigli a chi glieli chiedeva, nel cuore e anche nella pratica non aveva mai abbandonato il mondo dello sport che aveva frequentato sotto diverse specialità.
Fondatore negli anni ’50 del primo Centro di Medicina Sportiva a fianco del dottor Braglia, che ebbe sede nella palazzina alle spalle dello stadio, Baudi era arrivato a Modena proveniente dalla Campania come infermiere aggregato alla Polizia.
Dopo aver frequentato uno dei primi corsi di specializzazione come fisioterapista a poi il primo a indirizzo sportivo, cominciò a collaborare con qualche gruppo sportivo prima di entrare nel Centro medico Sportivo. Di qui la scelta di dedicarsi a tempo pieno alla libera professione lasciando la divisa.
Fu così che si trovò a rimettere in piede i giovani atleti di ogni sport. Negli anni ’60 fa il salto di qualità con la Formula 1, ovviamente con la Scuderia Ferrari, chiamato direttamente dagli uomini vicini al Drake. Fa il massaggiatore dei piloti di Formula 1 e anche di quelli che correvano con le vetture con le ruote coperte, come a le Mans. Un’epoca in cui le vetture avevano più vibrazioni che cavalli nel motore e che dopo ore di prove in pista restituivano piloti strizzati a dovere, appena si fermavano ai box.
Ma la sua passione più importante fu la pallavolo, quando i professori di ginnastica erano in prima linea sui campetti e nelle palestre scolastiche per scegliere i futuri talenti gialloblù. «A tenere insieme tutti Salvatore era in prima fila - racconta Francesco Egidi, colonna dell’ultima Minelli dal ’71 al ’75, squadra mito della prima pallavolo modenese, quella eroica che combatteva con pochi mezzi contro il nascente sistema volley con campioni ben pagati - Mi ha seguito anche alla Edilmar a Cesenatico in serie A quandi giocai lì per un triennio e poi alla Edilcuoghi di Sassuolo nei primi anni ’80 con cui vinse una Coppa Italia. Infine, dall’81 al 2000, affiancò ai suoi due ambulatori 1’impegno con le sette squadre di pallavolo del gruppo sportivo Menegola».
«Quando è stato con noi alla Minelli - ricorda commosso Livio Selmi, storico allenatore di quella formazione che tanti scudetti ha portato a Modena - Salvatore era bravissimo ad ascoltare i ragazzi, a motivarli e a smussare le asprezze del caratere. Ci mancherà molto». I funerali si terranno questa mattina alle 9.30 nella chiesa della Sacra Famiglia.
Saverio Cioce
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