«Urla e risse, non viviamo più»
Via Catelani: «Si intervenga in quella casa prima che accada una tragedia»
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«Ci chiediamo perché dobbiamo “dipendere” da ciò che accade in quell'appartamento dove abita quella famiglia: la donna urla e chiede aiuto, sembra sempre che la debbano ammazzare da un momento all'altro poi arriva la polizia e tutto finisce. Ma invece tutto ricomincia il giorno dopo. Non è solo la donna a gridare, a volte sentiamo urla maschili, ci sono state risse, sono arrivati i soccorsi. Un po’ di quiete e poi tutto ritorna, puntuale, angosciante. Spesso davanti a quella casa si formano piccoli gruppi di persone che tutti cerchiamo di evitare. Non scendiamo, evitiamo la zona. Non è una situazione passeggera, è così da anni».
Via Catelani, una laterale di via Puccini, una strada non lunga con alcuni condomini e villette. Vi abitano famiglie, ci sono anziani, c’è qualche attività, ma sopratutto c’è “quel problema” di difficile soluzione.
Alcuni residenti hanno deciso di rendere pubblico il caso, lanciando un appello affinché la situazione possa sbloccarsi. In quell’appartamento abita una famiglia di stranieri, originaria dell’Est: il padre sulla quarantina, la madre un po’ più giovane e il figlio maggiorenne. Ma spesso vi sono più persone, amici del padre o del figlio che si radunano anche in strada. E pare che l’alcol scorra a fiumi , come hanno riferito le forze dell’ordine che hanno avuto a che fare, nel tempo, con quella famiglia. «L’altra notte verso le 23, abbiamo chiamato la polizia - spiega il residente - perché una donna urlava, chiedeva aiuto. È andata avanti parecchio e abbiamo chiamato la polizia. Io ero in casa, ho trattenuto a stento i miei figli che volevano intervenire. Capivo e anzi condividevo il loro slancio, la voglia di aiutare, ma con certe persone a cosa si può andare in contro? Chi è abituato alla violenza e magari è alimentato dall’alcol non esita a colpire, senza avere remore o misure. E magari sa di rimanere impunito».
Il residente racconta che la polizia ha calmato la situazione, «così come è ormai accaduto tante volte negli anni. Anche in occasione di risse: una volta abbiamo visto un uomo che veniva trascinato per i capelli dentro al portone. Temiamo possa accadere qualcosa di grave e temiamo soprattutto per noi residenti».(s.to)
Via Catelani, una laterale di via Puccini, una strada non lunga con alcuni condomini e villette. Vi abitano famiglie, ci sono anziani, c’è qualche attività, ma sopratutto c’è “quel problema” di difficile soluzione.
Alcuni residenti hanno deciso di rendere pubblico il caso, lanciando un appello affinché la situazione possa sbloccarsi. In quell’appartamento abita una famiglia di stranieri, originaria dell’Est: il padre sulla quarantina, la madre un po’ più giovane e il figlio maggiorenne. Ma spesso vi sono più persone, amici del padre o del figlio che si radunano anche in strada. E pare che l’alcol scorra a fiumi , come hanno riferito le forze dell’ordine che hanno avuto a che fare, nel tempo, con quella famiglia. «L’altra notte verso le 23, abbiamo chiamato la polizia - spiega il residente - perché una donna urlava, chiedeva aiuto. È andata avanti parecchio e abbiamo chiamato la polizia. Io ero in casa, ho trattenuto a stento i miei figli che volevano intervenire. Capivo e anzi condividevo il loro slancio, la voglia di aiutare, ma con certe persone a cosa si può andare in contro? Chi è abituato alla violenza e magari è alimentato dall’alcol non esita a colpire, senza avere remore o misure. E magari sa di rimanere impunito».
Il residente racconta che la polizia ha calmato la situazione, «così come è ormai accaduto tante volte negli anni. Anche in occasione di risse: una volta abbiamo visto un uomo che veniva trascinato per i capelli dentro al portone. Temiamo possa accadere qualcosa di grave e temiamo soprattutto per noi residenti».(s.to)
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