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ULTIME BATTUTE AL PROCESSO 

«Angela Battista non è un’usuraia» 

«Angela Battista non è un’usuraia» 

La difesa: caos tra prestiti e restituzioni, vittime poco affidabili

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I conti tra prestiti e restituzioni non quadrano. Non ci sono cifre precise ma anzi fluttuanti tra un ricordo e l’altro delle quattro vittime di usura. Non si conoscono neppure esattamente i tempi di restituzione. In alcuni caso poi le denunce nascono da situazioni torbide, come quella del grande accusatore di Angela Battista, la napoletana imputata e che ora richiesta 4 anni, come chiesto dalla Procura: la presunta vittima infatti si è fatta viva solo quando la guardia di finanza ha scoperto che era un evasore totale.
Questo in sintesi il quadro di elementi ricostruito dall’avvocato Peter Martinelli, difensore della Battista, che lo ha portato a chiedere la tribunale id assolvere l’imputata dall’accusa di usura. Accusa che al suo amico e compagno Vincenzo Esposito, 67 anni, era già costata tre anni di carcere al termine del processo con rito abbreviato (quindi con lo sconto di un terzo della pena). I giudici hanno rinviato l’udienza al 13 giugno per la camera di consiglio e la sentenza che a otto anni dall’inizio delle indagini (ma i fatti risalgono fino al 2001) arriva alla conclusione del primo grado dopo una lunga indagine e un lungo processo basato sula testimonianze di quattro persone usurate. La difficoltà di questo caso, portato alla luce dalle “fiamme gialle”, consiste proprio nella ricostruzione dei giri di denaro dati e restituiti da queste persone. È spesso emerso che i prestiti avvenivano in una volta mentre i soldi erano ridati in modo estremamente diluito negli anni.

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