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l’altra imputata, moglie di augusto 

Bruna Braga: «Il nostro errore quel subappalto mascherato»

Bruna Braga: «Il nostro errore quel subappalto mascherato»

REGGIO EMILIA. Si occupava dell’amministrazione, aveva il suo ruolo rilevante in quanto socia e moglie del titolare, ma dell’accordo con Bolognino non ha mai saputo, mentre accettava ma non...

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REGGIO EMILIA. Si occupava dell’amministrazione, aveva il suo ruolo rilevante in quanto socia e moglie del titolare, ma dell’accordo con Bolognino non ha mai saputo, mentre accettava ma non condivideva la storia delle fatture false emesse da Giulio Giglio per pagare lo stesso Bolognino, in nero.
Appassionata, ma emozionata, la difesa che ieri ha intrapreso Bruna Braga, moglie di Augusto e coimputata tra l’altro per concorso esterno ad associazione mafiosa.
Bruna è stata la prima della famiglia a sottoporsi all’interrogatorio, e nel pomeriggio all’esame dei suoi avvocati.
Alla fine anche lei si è posizionata sulla ammissione del “subappalto mascherato”. Ovvero della scelta - del marito - di far lavorare gli uomini di Bolognino assumendoli direttamente, ma lasciando al Michele reduce da un decennio di galera anche per associazione mafiosa la gestione dei suoi operai, tra nero, straordinari e quant’altro.
Se Bolognino alla precedente udienza aveva ammesso che i Bianchini si erano accorti del suo passato ad ottobre 2012, quando aveva chiesto di essere assunto, consegnando i documenti di identità - ma l’ipotesi della Dda è che Bianchini già lo conoscesse, e sapesse - Bruna ha di nuovo spinto in avanti quella data: «Quando a giugno 2013 venimmo esclusi dalla white list, ho letto il provvedimento della prefettura e mi sono resa conto. Allora ho ripercorso la storia delle fatture, quella dell’amianto, ero scossa, è in questo contesto che ho detto quelle cose che voi avete potuto ascoltare nelle intercettazioni...».
Bruna è stata a lungo interrogata sulla preparazione delle buste paga, nello specifico per quelle degli operai di Bolognino. Ha detto che le preparava la Lapam, che lo stipendio era calcolato per 23 euro all’ora per i lavori in economia, e per quattro euro per quelli a metro quadrato. Ha provato a spiegare la sua frase sui 100mila euro per le - vecchie - fatture di Giglio, frase registrata in uno degli incontri con Giovanardi. Ha raccontato della Safi, del loro porsi in tono “militaresco” e nel garantire che in pochi giorni la Bianchini sarebbe stata riammessa alla white list, a patto che Augusto si fosse fatto da parte, intestando i ruoli a Lugli e ai figli.

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