Gazzetta di Modena

Modena

Cordoglio per la morte di Beppe La Monica 

di Saverio Cioce
Cordoglio per la morte di Beppe La Monica 

Eccellente jazzista e straordinario insegnante. Varini: «Quando spiegava capivo tutto. Ci mancherà»

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Non suonerà più la sua chitarra El Torres per incantare chi lo ascoltava. Nè stupirà più i suoi allievi con la voce arrochita da troppe sigarette e spiegazioni fulminanti. A piangere la scomparsa di Beppe La Monica, 66 anni, c’è una legione di musicisti e chitarristi modenesi che per quarant’anni e più lo hanno seguito nelle sue magie del jazz o nelle lezioni all’Accademia di Musica, la scuola che assieme a Claudio Leonardi ha fatto crescere per 40 anni. Una passione che ha trasmesso pure al figlio Alberto, musicista pure lui.
Si è spento per una malattia che non perdona ma fino a che ha potuto è rimasto a spiegare quelle armonie che faceva danzare sul pentagramma. Anche i più refrattari, certo, perchè si presentavano quasi sempre i più talentuosi, ma autodidatti.
« È stato così anche per me - racconta Massimo Varini, carpigiano, 46 anni - Quando mi presentai lavoravo a tempo pieno in una litografia; suonavo da metallaro, potevo fare con lui un’ora ogni quindici giorni. Il fatto è con lui capivo tutto, potevo chiedergli qualsiasi cosa e sapevo che avrei trovato la risposta giusta e non avrei sbagliato più. Iniziai da lui nell’86 e continuai sino al ’91. Ancora oggi ricordo quei momenti che sono stati decisivi per la mia formazione. A volte arrivavo con brani miei e glieli facevo sentire, lui mi ascoltava e poi mi chiedeva di trascriverli. Era il suo modo per farmi capire quanto fosse importante la teoria, il metodo della musica oltre che l’ispirazione pure e la capacità di suonare. Ricordo ancora quando mi rimproverava perché tenevo il plettro storto e non facevo la “pennata” alternata che mi chiedeva».
Varini negli anni è diventato una star, ma ogni volta che può cita i suoi primi maestri: Giampaolo Lancellotti, Batterista dei Nomadi, e Beppe La Monica per l’appunto. Ha suonato con vasco, Nek, Antonacci, Pausini; per quest’ultima ha scritto “Laura non c’è” e ne ha curato l’arrangiamento per otto versioni. Ha inciso pure per Celentano, Mina e Ramazzotti e ora insegna, dopo aver scritto venti libri sulla chitarra.
«Peccato che Beppe non ne abbia scritto mai uno, ma con le parole e le note che faceva scrivere era capace di spiegare il mondo della musica». Eppure La Monica non smetteva mai di studiare, aveva fatto sempre corsi di aggiornamento con i più grandi, da Pat Metheny in su. Pochi anni fa si era iscritto a Musicologia a Parma, all’università: ancora un paio di esami e si sarebbe laureato. I funerali si terranno stamattina alle 11 alla chiesa di fianco alle camere ardenti del Policlinico.

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