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Modena, la storia: «Disabili, aiutarli mi fa sentire felice»

di Laura Solieri
Modena, la storia: «Disabili, aiutarli mi fa sentire felice»

Soccorsa Quaranta ha fatto il servizio civile all’Arci, al Vibra e poi il lavoro vero e proprio con gli stranieri per Caleidos

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MODENA. “Il filo rosso che guida tutto il mio impegno è sicuramente la passione. Non si può lavorare nel sociale e fare tante attività di volontariato se non si è mossi dall'amore per ciò che si fa”.
Chi parla è Soccorsa Quaranta, 30 anni, di origine pugliese. Vive a Modena dove lavora per la Cooperativa sociale Caleidos. È educatrice professionale e referente del volontariato e delle attività artistiche all’interno del progetto Mare Nostrum.
«Nel tempo libero mi occupo di cultura e aiuti i disabili, faccio la volontaria in diverse associazioni, oltre a coltivare la mia più grande passione, la danza. Le attività preferite? Quelle legate al mondo della disabilità. Mi piace poter impegnare alcune delle mie ore assieme a chi, senza i volontari, non avrebbe la possibilità di fare attività nel tempo libero. La soddisfazione più grande è vedere la gioia negli occhi di questi ragazzi, vederli sorridere è qualcosa che, per me, non ha prezzo. Ogni giorno è un'esperienza nuova, un crocevia di incontri e storie. Non voglio soffermarmi su un incontro in particolare perché quotidianamente m'imbatto in persone molto diverse tra loro e molto interessanti e da ognuna di loro ho qualcosa da imparare. Una curiosità che però mi piace raccontare è legata a una ragazza che ho accompagnato per tre anni in vacanza a Pinarella e che mi chiama “grande albero”; le piace definirmi così perché dice che sono alta e il mio corpo è il tronco e le mie braccia lunghe sono i rami che l'abbracciano e la sostengono in quelle due settimane di vacanza insieme. Ecco, questa per me è un'immagine estremamente poetica e basterebbe già per spiegare perché faccio tutto questo e quanto amore c'è. Fin da ragazzina sono sempre stata mossa dalla sete di giustizia. Non credo di salvare il mondo, ma credo fortemente in ciò che faccio e provo a dare il mio contributo».
Soccorsa ha iniziato a fare volontariato in Puglia all'età di 15 anni, nel 2007 si è trasferita a Modena e nel 2010 ha fatto domanda di Servizio Civile Nazionale in Arci. «C'erano 7 posti e io arrivai ottava in graduatoria ma quasi subito la settima persona rinunciò e io riuscii a rientrare. Per un anno sono stata nell'ufficio cultura e giovani e contemporaneamente studiavo "Lingue per la promozione di attività culturali" a Modena. Ho avuto la fortuna di applicare nel concreto ciò che stavo studiando sui libri e sentivo in aula. L'Arci per me è stata l'inizio di tutto, un'esperienza che mi ha formata tantissimo, sia a livello umano che professionale, e mi ha dato la possibilità di entrare all'interno di una rete di associazioni».
« Dopo il Servizio Civile ho fatto la volontaria al Vibra - continua - e lì ho conosciuto una ragazza che ora è una mia grandissima amica che mi ha parlato della possibilità di accompagnare i ragazzi disabili in vacanza a Pinarella di Cervia. Sono stata a Pinarella per tre estati consecutive e da lì ho iniziato a fare anche diverse esperienze sia lavorative che di volontariato nel sociale fino ad arrivare poi a lavorare in Caleidos nel 2014. Nel mio lavoro mi confronto quotidianamente con chi ha avuto una vita difficile; riesco a conoscere situazioni difficili e faccio i conti con qualcosa di molto più grande di me e della mia cultura. E spesso mi metto molto in discussione come educatrice e come persona di fronte a queste situazioni».
« Per me questo è l'incontro più grande e più bello che ci possa essere: l'incontro con l'altro, l'incontro con la persona ma anche con la cultura e con una diversità che la maggior parte delle volte esiste solo nella nostra testa».

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