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Modena: immigrati under 18, dialogo a scuola

Modena: immigrati under 18, dialogo a scuola

Al Muratori-S.Carlo l’arcivescovo di Bologna ha ascoltato le esperienze degli alunni che hanno incontrato i coetanei africani

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MODENA. «Non ho diritto a tenermi tutta la pagnotta per me, la devo e la voglio condividere”.
Lo ha detto ieri un alunno del liceo Muratori-San Carlo, uno degli studenti che nei mesi scorsi è entrato in contatto con uno dei cento migranti minorenni ospitati a Modena.
Ieri nella scuola è arrivato mons. Zuppi, arcivescovo di Bologna, che ha tenuto la conferenza “Riscoprire insieme la nostra comune umanità” insieme a Marta Fana, giornalista di “Internazionale” e il giurista Romano Minardi. Insieme a loro la professoressa Bianca Cavazzuti, coordinatrice del progetto “Integrazione e intercultura” che ha portato giovani immigrati in classe.

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Questo ha favorito il dialogo tra coetanei. In aula magna, infatti, gli alunni delle classi 4A, 2B, 4B, 5B, 3D, 4D, 2DL, 2GI e 3AL c’erano e hanno spiegato, insieme ai ragazzi di colore giunti dall’Africa spesso dopo viaggi drammatici, il loro punto di vista. «Iniziativa importante - spiega l’arcivescovo Zuppi - che va nella giusta direzione. In genere aspettiamo che i fenomeni avanzino e spesso arriviamo tardi. Qui arriviamo prima, crescendo insieme e tra qualche anno ciò avverrà in Europa. Problemi di convivenza ci sono, certo, perché stare in condominio spesso è rissoso: la globalizzazione ci fa vivere così e ciò fa anche bene perché crea una diversità. Ci aiuta a trovare noi stessi e crescere insieme con delle regole nell’Italia fa davvero bene a tutti. Il Cie a Modena? Argomento che conosco poco, a Bologna in ogni caso c’è il centro di via Mattei che ha svolto un ruolo particolarmente faticoso sul fronte emergenza immigrati. Comunque più soggetti portano questo peso e più è più semplice procedere».
«Abbiamo dato vita durante questo anno scolastico al progetto - ha spiegato la prof. cavazzuti - che ha portato numerosi e importanti frutti per i ragazzi, la società modenese e i migranti. Davanti alla chiusura e indifferenza del mondo ho visto i nostri alunni aprirsi al diverso, facendo molte domande ai giovani migranti per capire il mondo dal quale venivano».

Una fotografia tutto sommato confortante del pianeta Modena sul tema immigrazione.
Basta sentire i ragazzi per rendersene conto. «L’accoglienza - spiega lo studente Lorenzo della 4B - vuole dire accettare chi non si conosce e non è certo semplice visto che tendiamo umanamente a proteggere i nostri spazi vitali». Filippo della 4A spiega: «Abbiamo capito che ciò che ci divide è invece una ricchezza che unisce»; Filippo Rutilano assicura “Con i nostri incontri andiamo contro ai pregiudizi che ci sono e ci hanno chiesto molto per quanto riguarda il ruolo della donna in Occidente e dei diversi modi in cui ci cibiamo. Loro in un piatto comune, noi in piatti singoli». E Francesca della 2B: «Non abbiamo quasi fatto domande, entrando in contatto con la loro sofferenza». Presenti anche i giovani immigrati - che hanno ringraziato tutti - e Mattia Ferrari, seminarista ed ex allievo del Muratori che ha favorito questo incontro.
Stefano Luppi

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