Truffa alla Croce Rossa Scoperti altri ammanchi
di Serena Arbizzi
Oltre ai 100mila euro del raggiro ci sono nuove voci di bilancio che non quadrano L’ex presidente Re: «Non so nulla. Mi hanno chiesto di ricandidarmi: ho detto no»
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Le indagini sulla contabilità della sezione carpigiana della Croce Rossa, che conta oltre 400 volontari, vanno avanti a tutto campo. Lo scorso febbraio è scoppiato uno scandalo che ha travolto l’ente: l’ex presidente Massimo Re aveva accettato l’invito di una mail “trappola” che annunciava una donazione di 1,3 milioni di euro in cambio di versamenti che, a detta dei truffatori, erano necessari per ricevere la donazione. Re ha risposto alla mail, versando 100mila euro, di cui 60mila della Cri e altri 40mila dal suo conto corrente. Lo stesso Re, poi, ha presentato denuncia alla Polizia postale e la Procura ha avviato le indagini.
Gli accertamenti contabili stanno prendendo in considerazione i bilanci dell’ente che ha sede in via Guastalla e il quadro si sta arricchendo di nuove sfaccettature. Dalle indagini emerge infatti come, accanto all’ammanco di 100mila euro dovuto alla truffa, non contino i torni nemmeno per quanto riguarda la gestione precedente. Non si tratta di importi elevati, pare che la cifra che non si riesce a fare quadrare sia di circa 10mila euro. Tuttavia, occorrerà chiarire che cos’è successo durante la presidenza Re anche prima della truffa.
Nel frattempo le elezioni per nominare il nuovo presidente della Croce Rossa di Carpi e il nuovo consiglio si terranno entro l’estate. C’è chi, tra i volontari, ha chiesto a Massimo Re di ricandidarsi. «Io però ho rifiutato - racconta l’ex presidente - Alcuni volontari sono venuti a chiedermelo ma non me la sento: innanzitutto non mi sembra opportuno. Poi, ho impegni famigliari che non me lo consentono. Per quanto riguarda l’ammanco, non so nulla. Provo molta amarezza per quanto è successo. Ho provveduto a fare denuncia alla Polizia Postale proprio perché venga fatta chiarezza sull’accaduto. Nel frattempo, continuo a svolgere moltissime attività per la Croce Rossa, che rimane la mia vita. Faccio i turni e, ad esempio, vado all’istituto tecnico a fare lezioni di primo soccorso agli studenti delle serali. È una gioia vedere come la Croce Rossa continui ad essere un punto di riferimento per il territorio - conclude Re - Come si è visto anche durante l’ultima festa, rimane il fulcro di tante attività gioiose, che attraggono anche i bambini e i giovani».
Gli accertamenti contabili stanno prendendo in considerazione i bilanci dell’ente che ha sede in via Guastalla e il quadro si sta arricchendo di nuove sfaccettature. Dalle indagini emerge infatti come, accanto all’ammanco di 100mila euro dovuto alla truffa, non contino i torni nemmeno per quanto riguarda la gestione precedente. Non si tratta di importi elevati, pare che la cifra che non si riesce a fare quadrare sia di circa 10mila euro. Tuttavia, occorrerà chiarire che cos’è successo durante la presidenza Re anche prima della truffa.
Nel frattempo le elezioni per nominare il nuovo presidente della Croce Rossa di Carpi e il nuovo consiglio si terranno entro l’estate. C’è chi, tra i volontari, ha chiesto a Massimo Re di ricandidarsi. «Io però ho rifiutato - racconta l’ex presidente - Alcuni volontari sono venuti a chiedermelo ma non me la sento: innanzitutto non mi sembra opportuno. Poi, ho impegni famigliari che non me lo consentono. Per quanto riguarda l’ammanco, non so nulla. Provo molta amarezza per quanto è successo. Ho provveduto a fare denuncia alla Polizia Postale proprio perché venga fatta chiarezza sull’accaduto. Nel frattempo, continuo a svolgere moltissime attività per la Croce Rossa, che rimane la mia vita. Faccio i turni e, ad esempio, vado all’istituto tecnico a fare lezioni di primo soccorso agli studenti delle serali. È una gioia vedere come la Croce Rossa continui ad essere un punto di riferimento per il territorio - conclude Re - Come si è visto anche durante l’ultima festa, rimane il fulcro di tante attività gioiose, che attraggono anche i bambini e i giovani».
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