Albinelli, rilancio beffa: la pizza si cuoce a Bologna
di Stefano Luppi
Il marchio “MozzaBella” ha vinto il bando ed è pronto ad investire sul centro ma manca il permesso per cuocere e lo spazio per la cappa. Il Comune tace
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“MozzaBella”, catena gourmet di pizza e birra artigianali che entro poche settimane dovrebbe aprire all’Albinelli sarà costretta almeno temporaneamente a cuocere ogni giorno i suoi prodotti nella sede di Bologna poi portarli a Modena. Qui scaldarli e venderli così ai propri clienti. Per la serie: stranezze sotto la Ghirlandina. Sempre più gente si domanda quale sia il problema dello storico e centrale mercato coperto Albinelli visto che, a differenza di quanto già avvenuto a Firenze, Torino, Bologna, Berlino, Valencia, non riesce a fare il passaggio al “2.0”. Nonostante gli annunci del sindaco Gian Carlo Muzzarelli che datano ad almeno sei mesi fa l’Albinelli non riesce ancora a riconvertirsi in un moderno progetto di accoglienza enogastronomica. Ricordiamo che ancora oggi, nonostante fiumi di parole, l’Albinelli chiude i battenti alle 14,30 e tanti operatori, operativi dall’alba va pur detto, serrano anche prima. Per ora in Comune nessuno interviene rimandando a un prossimo incontro tra il consorzio di gestione del mercato e il nuovo assessore Ludovica Ferrari. E nell’attesa accadono cose davvero particolari come appunto quella del forno di “MozzaBella” che ancora non può realizzare la cappa e lo spazio per cuocere nella area che ha vinto tramite bando comunale. Non sarebbe ancora arrivata l’autorizzazione per la creazione delle cappe sui tetti del mercato vincolato. «Noi entreremo presto - spiega Michele Vannini, amministratore delegato di MozzaBella - siamo pronti anche tra pochi giorni. Domani andrò dai vertici del consorzio Albinelli a firmare il contratto d’affitto dello spazio che abbiamo vinto tramite bando comunale, dopodiché attenderemo i tempi imposti dal fatto che l’Albinelli è vincolato. Abbiamo l’esperienza del Mercato delle erbe di Bologna dove stiamo andando molto bene. Penso che per fornire un servizio utile al cliente occorra andare tutti d’accordo anche tra gli operatori. Il buonsenso vince sempre». Il dirigente spiega poi la cucina a Bologna e la vendita a Modena: «Faremo così per anticipare il più possibile l’apertura, perché vogliamo rispettare ogni regola e a Modena la canna fumaria ancora non possiamo metterla senza il permesso. Cucineremo la pizza a Bologna e la portiamo a Modena dove il prodotto verrà scaldato e venduto: per il cliente non cambia nulla».
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