Corsa a sindaco di Castelnuovo: il settore carni infiamma la sfida
di Marco Pederzoli
Faccia a faccia tra i quattro candidati ospiti dei sindacati: tiene banco il rapporto tra aziende e operai Welfare, Casa della salute, Unione e polizia municipale gli altri temi caldi della campagna elettorale
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CASTELNUOVO. Primo confronto pubblico ieri pomeriggio alla Sala delle Mura per i quattro candidati a sindaco che si stanno sfidando in vista delle elezioni dell’11 giugno. Invitati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, Massimo Paradisi della lista Centro Sinistra per Castelnuovo e Montale, Claudia Bellucci di Partecipazione Consapevole, Alessandro Boni della Lega Nord e Adalberto Soli della lista Centrodestra per Castelnuovo e Montale hanno esposto parte dei loro programmi davanti a una cinquantina di persone. Grande correttezza da parte di tutti i candidati, nessuna parola fuori dalle righe. A tenere banco, prima di tutto, è stata la questione del comparto delle carni, che ha visto anche molto recentemente aspri scontri tra aziende e lavoratori. La parola è andata per primo a Boni della Lega, che ha preso l’impegno, qualora diventasse sindaco, a prendere iniziative “per lo sviluppo del comparto delle carni”, al fine di mantenere l’eccellenza del nome di Castelnuovo. E tra le idee che ha lanciato, ci sono la realizzazione di una Accademia dello Zampone e il ruolo da “mediatrice” che l’amministrazione potrebbe fare tra le aziende e le parti in agitazione. Per Soli «un sindaco può fare opera di mediazione, anche se la vedo comunque dura» e bisogna quindi agire a livello di legislazione. «C’è una legge sbagliata – ha detto – sulla quale bisognerà intervenire». Paradisi ha detto: «Non si può costruire sviluppo e impresa sulla pelle dei lavoratori» e ha proposto la creazione di un tavolo di concertazione per condividere con le aziende «una serie di principi minimi e obiettivi comuni», facendo al contempo pressioni per cambiare la legislazione a livello nazionale. La Bellucci, da parte sua, lancia l’idea di «sostenere un modello virtuoso», proponendo alle aziende del comparto la firma di «una convenzione etica», nella quale esse si impegnano a rispettare certi requisiti, dalla stabilità dei contratti di lavoro a privilegiare la qualità sulla quantità. Altro tema che ha tenuto banco è stato quello del welfare. A tal proposito, per Paradisi la chiave di volta per la tenuta dello stato sociale è l’applicazione di un “welfare di comunità”, che non scarichi solo sul pubblico una simile responsabilità. Occorre peraltro «ragionare in termini sovra territoriali» ma è importante «lasciare un presidio minimo di base sul territorio» in quanto a Cup, prelievi e vaccinazioni. Nel programma del centrosinistra ci sono poi la progettazione di una Casa della Salute anche a Castelnuovo, il potenziamento del social housing, la messa in sicurezza degli edifici scolastici e una revisione delle rette e delle tariffe scolastiche. La Bellucci ha evidenziato che anche nel suo programma c’è la Casa della Salute, e ha lanciato la proposta di istituire una «indagine conoscitiva sui bisogni dei cittadini», per calibrare meglio alcuni interventi come ad esempio una struttura dove accogliere anziani e/o malati terminali. Poi, altro punto è il potenziamento del forum degli stranieri e la promozione di iniziative di integrazione sociale. Per quanto riguarda Boni, la sua posizione sulla Casa della Salute è sì solo se ciò non significa il depotenziamento dell’ospedale di Vignola, e comunque per lui andrebbe ridiscusso il distretto sanitario stabilito dalla Regione, dal momento che da Castelnuovo è molto più comodo a raggiungere Modena anziché Vignola. Per Boni è da rivedere anche la posizione di Castelnuovo all’interno dell’Unione, considerata troppo «Vignola centrica». Soli ha spiegato come nel suo programma ci siano la messa in sicurezza degli edifici scolastici, il recupero degli edifici abbandonati, la revisione dei rapporti con l’Unione anche per quanto riguarda gli agenti della municipale: «Oggi a Castelnuovo sono 6, quando dovrebbero essere una quindicina».
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