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Carpi, il quartiere contro la Curia «Cementifica l’area verde»

di Serena Arbizzi
Carpi, il quartiere contro la Curia «Cementifica l’area verde»

Partono i lavori di costruzione dell’edificio per i padri separati, ma è polemica «Paghiamo noi le spese di potatura del verde. Perderemo anche parcheggi»

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CARPI. «Qui non verrà costruito nessun edificio. La situazione è critica già ora, per l’assenza di parcheggi: figuriamoci come sarà con un cantiere in atto. Vogliono cementificare una grande area verde vicino a casa nostra: molti hanno comprato l’appartamento investendo sul quartiere proprio in virtù di questo parco che, a breve, scomparirà».
Sono sul piede di guerra decine di residenti nel quartiere tra via Nuova Ponente e via Orazio Vecchi e andranno dal sindaco Alberto Bellelli a illustrare tutte le ragioni della loro rabbia, dopo che, ieri mattina, hanno chiamato i vigili davanti a casa. Nell’area verde vicino alle loro abitazioni, che è di proprietà della Curia, sorgerà la palazzina che verrà occupata dai padri separati con difficoltà economiche. Un edificio voluto dal vescovo Francesco Cavina e annunciato in occasione dell’arrivo di Papa Francesco il 2 aprile.
I cittadini, pur comprendendo la bontà del progetto in sé, si ribellano alla cementificazione del parco e al caos che cancellerà ulteriori parcheggi dalla zona.
«Partiranno di certo dei contenziosi a seguito della scelta di costruire qui la palazzina - attacca Massimo Fontanarosa, direttore di Confcommercio, residente nel quartiere - Ci tolgono l’unico spazio verde vicino a casa. Area per cui i residenti hanno anticipato spese per la manutenzione e le potature. Molti hanno acquistato la casa con dei vincoli legati alle caratteristiche del quartiere. La costruzione deve fermarsi subito. Capisco lo scopo nobile del progetto: perché, però, non lo si realizza usando uno dei tanti palazzi vuoti che ci sono in giro? Utilizziamo le parrocchie, altrimenti. O la chiesa è forse a favore della cementificazione?».
Anche Luisa Pini, residente in via Nuova Ponente, si unisce alla protesta. «Abbiamo contattato i vigili perché ieri mattina, ad esempio, non c’era la possibilità di parcheggiare vicino a casa - sottolinea Luisa - E se non c’è ora, figuriamoci quando verrà avviato il cantiere, che durerà un anno, da quanto ci hanno detto... Siamo in tanti a sostenere queste ragioni: nel complesso condominiale dove abito io, siamo in una quarantina. Poi, non capiamo perché dobbiamo rinunciare a un’area verde di cui paghiamo la manutenzione. Vogliamo che la Curia rivaluti la decisione di costruire».

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