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«Immigrati gay, un rifugio per 14 persone» 

«Immigrati gay, un rifugio per 14 persone» 

Giornata contro l’Omofobia, Caleidos e Arcigay firmano un’intesa. Il bilancio dello sportello Lgbt

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Per la prima volta l’Italia ha un porto sicuro per i profughi che sono fuggiti dai loro paesi per l’orientamento sessuale.
Due appartamenti a Modena ovest, comprati con i fondi della coop Caleidos, che ospitano quattordici persone in tutto. Dentro c’è spazio per ospitare dignitosamente tutti in camere da due persone e quattro di loro saranno italiani che cercano un rifugio e ospitalità quando si trovano in condizioni di grave discriminazione ed emarginazione.
«Nessuna condizione di favore - spiega Giorgio Dell’Amico, presidente Caleidos che ha siglato il protocollo per la gestione della struttura con l’Arcigay - I rifugiati che sono lì vengono registrati nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum e c’è l’approvazione del ministero. Come abbiamo cercato di trovare appartamenti per famiglie o per donne con figli che possono vivere insieme, così abbiamo fatto per quei gay che scelgono di vivere in una comunità organizzata. Molto spesso si tratta di persone che hanno passato esperienze terribili dai paesi da cui provengono. Anche qui a Modena spesso impiegano tempo per accettare di parlare e di aprirsi; spesso vivono integrati in altri gruppi, anche con i loro connazionali, e ovviamente fanno di tutto per nascondersi, in modo da non coinvolgere le famiglie che vivono nei villaggi da cui sono fuggiti».
Al momento nei due appartamenti, di cui uno ancora da risistemare, vivono africani e pakistani. «L’obbiettivo - spiega Alberto Bignardi, responsabile Arcigay di Modena - è quello di affiancorli in un percorso di inserimento. Anche loro devono seguire i corsi per imparare l’italiano e seguire le regole di tutti i migranti ospiti dei centri d’accoglienza. Il nostro aiuto va nella direzione di fornire supporto organizzativo e psicologico per orientarli nella nuova realtà e poi metterli in condizione di essere autonomi valorizzando le loro capacità».
Non è un caso se il protocollo è stato firmato ieri, Giornata Nazionale contro l’Omofobia, che ha visto Arcigay dare il via a un calendario di manifestazioni per tutto il mese di maggio a cominciare dalla proiezione di ieri sera del film “Quando hai 17 anni” .
Per l’occasione è stato tracciato anche un bilancio dello sportello per transgender, dove una sera alla settimana ci si incontra per discutere dei problemi di chi sceglie di cambiare sesso.
«Nei primi tre mesi di attività - è stato chiarito - agli incontri hanno partecipato più di 70 persone di cui un quarto sono transgender a tutti gli effetti che hanno iniziato un percorso per cambiare sesso. Gli altri sono persone interessate a queste tematiche, lesbiche, gay e anche eterosessuali». (s.c.)

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