La Malandrone-Pratolino resta una strada fantasma
di Daniele Montanari
Pavullo. La ditta che doveva effettuare i lavori è in crisi e ha rescisso il contratto Il cantiere è bloccato da un anno e in Consiglio comunale esplode la polemica
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PAVULLO. Altro colpo di scena nel travagliato iter di adeguamento della Malandrone-Pratolino per farne una sorta di “tangenzialina” di Pavullo. I lavori si sono interrotti da mesi, tanto da aver lasciato anche una vasta porzione di sterrato, e a primavera inoltrata non si riparte. Si parla del lotto 3A, affidato un anno fa (il 30 maggio 2016) alla Pagnoni Costruzioni di Sondrio (ribasso del 19,14%, appalto a 796mila euro più Iva). In attesa della sottoscrizione del contratto, avvenuta a settembre, l’estate scorsa sono andati avanti i lavori del secondo lotto, ma al momento dell’aggancio col terzo, tutto si è fermato.
Il 18 marzo il Comune ha convocato la ditta per stabilire date certe di ripartenza. Ma due giorni dopo è arrivata la nota con cui l’Errepi Costruzioni srl di Milano ha comunicato di aver acquisito (affitto di ramo d’azienda) la Paganoni e quindi la titolarità dell’intervento a Pavullo. Si sarebbe dovuto quindi sottoscrivere un nuovo contratto. Ma il 6 aprile sia l’Errepi che la Paganoni hanno comunicato di stare affrontando un grave momento di difficoltà economica che allontana qualsiasi prospettiva di cantiere. La Paganoni stessa è poi stata messa in liquidazione (scelta autonoma, senza fallimento).
Va detto che le ditte sono state molto oneste nel farsi da parte: tra le motivazioni principali, quella di evitare al Comune il danno di un cantiere che casomai sarebbe anche potuto partire con l’accesso a nuove fonti di credito, ma col rischio poi di “rimanerci in mezzo” più avanti. Non essendo iniziato nulla, l’uscita di scena poteva quindi essere “indolore” per tutti. Di qui, ecco la proposta di risoluzione contrattuale dell’11 aprile a cui ha fatto seguito - il 20 - il recepimento con delibera di giunta.
Adesso il Comune dovrà scorrere la graduatoria del bando alla ricerca dell’impresa sostituta. Ma tra le sgradite sorprese post inverno, la Malandrone-Pratolino ha riservato anche una spesa extra per il Comune di 82mila euro per una variante progettuale necessaria per far fronte a una criticità idrogeologica (una frana) scoperta durante i lavori estivi. Il che, anche nell'ultimo Consiglio, ha riacceso la polemica sulla scelta di fare la “tangenzialina” lì.
«Io non avrei mai iniziato i lavori su un’arteria del genere - ha detto l’assessore al Bilancio Gian Luca Muzzarelli - che ha drenato 5 milioni di fondi pubblici, di cui 300mila del Comune, per un risultato che anche domani sarà comunque insoddisfacente, perché la strada è su un versante instabile e presenta un tracciato con troppe curve per fare da tangenziale».
«Non si è investito su quella strada con leggerezza - ha ribattuto il capogruppo Pd Stefano Iseppi - il progetto è stato ampiamente condiviso con gli altri Comuni della montagna e con la Provincia. Perché quel tratto è funzionale al collegamento di domani con Sant’Antonio, che sta a voi adesso sviluppare».
Il 18 marzo il Comune ha convocato la ditta per stabilire date certe di ripartenza. Ma due giorni dopo è arrivata la nota con cui l’Errepi Costruzioni srl di Milano ha comunicato di aver acquisito (affitto di ramo d’azienda) la Paganoni e quindi la titolarità dell’intervento a Pavullo. Si sarebbe dovuto quindi sottoscrivere un nuovo contratto. Ma il 6 aprile sia l’Errepi che la Paganoni hanno comunicato di stare affrontando un grave momento di difficoltà economica che allontana qualsiasi prospettiva di cantiere. La Paganoni stessa è poi stata messa in liquidazione (scelta autonoma, senza fallimento).
Va detto che le ditte sono state molto oneste nel farsi da parte: tra le motivazioni principali, quella di evitare al Comune il danno di un cantiere che casomai sarebbe anche potuto partire con l’accesso a nuove fonti di credito, ma col rischio poi di “rimanerci in mezzo” più avanti. Non essendo iniziato nulla, l’uscita di scena poteva quindi essere “indolore” per tutti. Di qui, ecco la proposta di risoluzione contrattuale dell’11 aprile a cui ha fatto seguito - il 20 - il recepimento con delibera di giunta.
Adesso il Comune dovrà scorrere la graduatoria del bando alla ricerca dell’impresa sostituta. Ma tra le sgradite sorprese post inverno, la Malandrone-Pratolino ha riservato anche una spesa extra per il Comune di 82mila euro per una variante progettuale necessaria per far fronte a una criticità idrogeologica (una frana) scoperta durante i lavori estivi. Il che, anche nell'ultimo Consiglio, ha riacceso la polemica sulla scelta di fare la “tangenzialina” lì.
«Io non avrei mai iniziato i lavori su un’arteria del genere - ha detto l’assessore al Bilancio Gian Luca Muzzarelli - che ha drenato 5 milioni di fondi pubblici, di cui 300mila del Comune, per un risultato che anche domani sarà comunque insoddisfacente, perché la strada è su un versante instabile e presenta un tracciato con troppe curve per fare da tangenziale».
«Non si è investito su quella strada con leggerezza - ha ribattuto il capogruppo Pd Stefano Iseppi - il progetto è stato ampiamente condiviso con gli altri Comuni della montagna e con la Provincia. Perché quel tratto è funzionale al collegamento di domani con Sant’Antonio, che sta a voi adesso sviluppare».
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