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Modena, furti e profanazione: presi tre teppisti

di Carlo Gregori
Modena, furti e profanazione: presi tre teppisti

Rubati 3mila euro alla polisportiva, attrezzi al campo da calcio, giochi sacrileghi in chiesa: indagati due minori e un 20enne

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MODENA. È finita con tre denunce la serie di bravate e scorribande che da più di un mese tenevano sotto scacco il quartiere Madonnina. I teppisti - che hanno compiuto anche un furto ingente alla Polisportiva e sono sospettati per altri colpi nonché per una serie di vandalismi e atti sacrileghi alla chiesa parrocchiale - sono stati identificati e denunciati dai carabinieri della Compagnia di Modena. Si tratta di due minorenni, di 16 e 17 anni, e di un 20enne, tutti nati in Italia da genitori tunisini.
I minorenni sono stati denunciati alla Procura del Tribunale dei minori di Bologna mentre il maggiorenne alla Procura di Modena. Commenta con amarezza il parroco della Madonnina, don Franco: «Bisogna interrogarsi sul caso di questi tre ragazzi. Qualcosa non ha funzionato». Ad incastrarli sono state le immagini della videosorveglianza presso il centro anziani della Polisportiva derubata di ben 3mila euro di incasso dopo una serata di pinnacolo (era il trofeo in palio) e anche in base ad alcune testimonianze.
Tra segnalazioni acclarate e sospetti, i tre sono accusati di una lunga serie di episodi delinquenziali commessi dai primi di aprile al 14 maggio, ultimo caso segnalato. All’inizio di aprile, infatti, i tre erano stati visti nei paraggi della sede degli impianti da calcio della Madonnina. Subito dopo è stata notato il furto di un computer, di una cassa per musica e di un compressore.
La sera del 15 aprile due di loro erano stati visti al primo piano della Polisportiva mentre rubavano un cellulare e del denaro della cassa. Scoperti, sono stati inseguiti. Nella fuga, lungo le scale hanno abbandonato del denaro. Poco dopo la polizia li ha trovati nei paraggi e alla fine li ha affidati ai genitori.
La sera dopo, nuovo colpo al campo da calcio con il furto del compressore prestato alla società per poter gonfiare i palloni per gli allenamenti.
Fin qui furti odiosi ma non particolarmente gravi.
Poi il 12 il salto. Al Centro Anziani della Polisportiva avviene un colpo grosso. Nottetempo qualcuno sale una scala sul retro, arriva nel terrazzone, cammina sul cornicione per qualche metro, spacca la finestra della direzione ed entra. Vengono rubati tremila euro in contati, sono il trofeo di un torneo di pinnacolo: la serata era appena terminata. Subito dopo la stanza della segreteria viene messa a soqquadro senza però rubare nulla, nemmeno del denaro lasciato per puro caso in una cassetta sul tavolo.


Intanto iniziano i gesti di vandalismo gratuito anche alla parrocchia della Beata Vergine Mediatrice.
Il 5 maggio i tre “giocano” nell’ascensore per i disabili e la loro serata finisce spaccando la cabina. Domenica scorsa entrano in chiesa spaccando una porta e, approfittando del fatto che è incustodita, si dedicano a “giochi” sacrileghi: si tirano cerini e candele accese. Infine don Franco Borsari, il parroco, scopre che qualcuno ha forzato un’inferriata della finestra del bar parrocchiale ed è entrato. Si scopre così un altro furto, questa volta è sparito il fondocassa: trenta euro in tutto. Più, sul conto spese, le ingenti spese di riparazione per tutti i danni. I carabinieri indagano su tutti questi colpi che hanno elementi comuni e, grazie alle telecamere della Polisportiva, arrivano a identificare i tre. Sono gli stessi accusati del colpo al bar e dei gesti sacrileghi in chiesa. Sono stati tutti denunciati.
«Purtroppo questa vicenda porta alla luce gravi lacune sia nella loro educazione familiare sia anche nel loro rapporto con il quartiere - spiega don Franco amareggiato - c’è da interrogarsi su questi ragazzi e il mondo che li circonda».


E a proposito della sicurezza, spiega don Franco: «Non è stata presa di mira solo la chiesa o il centro anziani della Polisportiva. Si sente spesso parlare di furti nei garage, appartamenti, alla Polisportiva stessa».

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