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Padre e figlio di Mirandola corrono alla Mille Miglia 

Padre e figlio di Mirandola corrono alla Mille Miglia 

L’avventura di Claudio e Fabrizio Gandolfi, titolari di una azienda a Quarantoli «In gara con una Pagoda del 1966 trovata a Bologna e rivitalizzata dopo 15 anni»

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MIRANDOLA. Padre e figlio quarantolesi alla Mille Miglia, è la straordinaria avventura che da oggi vede impegnati Claudio e Fabrizio Gandolfi, conosciutissimi imprenditori.
Dopo le prove tecniche di ieri negli hangar di Brescia, partiranno ufficialmente dal lungolago di Desenzano alla guida di una Mercedes Sl 230 “Pagoda”, per raggiungere con la prima tappa Ferrara.
«Destinazione Roma e ritorno a Brescia - spiega Fabrizio - in tutto 1700 chilometri, che si concluderanno domenica».
L’arrivo della quarta e ultima tappa è previsto dalle 13 in piazza Loggia a Brescia, dove in serata, dalle 18.30 si terranno le premiazioni. L’avventura dei Gandolfi si colloca in una delle categorie specialistiche della Mille Miglia, la “Mille Miglia Mercedes Benz Challenge”, che impegna equipaggi di tutto il mondo. Si tratta ovviamente di una manifestazione di regolarità su strada, non di velocità. Sopratutto sarà uno spettacolo, assieme alle tante auto d’epoca che connotano la manifestazione. Lo ricordano bene i mirandolesi, quando pochi anni fa, di sera, la manifestazione diretta a Modena attraversò la città dei Pico tra ali di folla in uno scenario mai vissuto prima.
«Partecipiamo per la prima volta - spiegano padre e figlio - e ovviamente è un’emozione, già dalle premesse».
La storia poi è particolare: «Non siamo esattamente dei piloti, o dei collezionisti. Certo, ci piacciono il motorismo e le auto. Questa Mercedes Pagoda? Beh, un regalo che ho fato io ai miei genitori, in occasione del loro 40° anniversario di nozze. Volevo un dono speciale e che restasse, così ho pensato a quest’auto bellissima. Ci ho messo tre anni e passa a restaurarla, per la necessità di reperire artigiani esperti e qualificati. È stata fabbricata a Stoccarda ma subito venduta negli Stati Uniti, dove venne immatricolata e venduta nel 1966, in New Jersey. Arrivò in Italia nel 1991, a Bologna. E per il destino che spesso connota queste auto particolari, è rimasta in un garage per una quindicina d’anni. Nel 2012 l’ho acquistata, e per restaurarla abbiamo impiegato fino al 2015. Ed oggi eccoci qui...».
I Gandolfi sono titolari di una ditta, la Ctf Gandolfi srl di via Valli, che si occupa di commercializzare macchine per la maglieria e per lavanderie industriali, in tutto il nord Italia.
«Con un bilancio aziendale da 15 milioni di euro e 22 tra dipendenti e collaboratori - precisa Fabrizio - è un impegno rilevante, ci siamo voluti concedere questa pausa speciale...».
Alberto Setti

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