Modena. Viale Reiter e Caduti tanti ostacoli e sterrato
Avvicinandosi al centro i pedonali costringono a continue discese dal sellino Nella “camminata delle mura” la ghiaia non agevola chi va sulle due ruote
MODENA. Piste ciclabili cittadine, terza puntata. Oggi è la volta di Viale Reiter e delle piste che girano intorno al centro storico. La ciclabile di Viale Reiter in direzione centro ha un inizio profumato, quasi bucolico.
Chi, attraversando Via Paolo Ferrari (attraversamento solo pedonale, non sarebbe male se ci fosse anche la segnaletica per le bici) vi si immette, deve passare tra un negozio di fiori e il suo dehors. Una situazione analoga a quella che recentemente si era presentata nella nuova pista di Via Emilia Est.
Anche il successivo attraversamento, quello di Via Piave, è solo pedonale. Completa invece la segnaletica per le biciclette che attraversano Via Poletti, mentre i ciclisti, dopo la strettoia in corrispondenza della rotonda, devono scendere e attraversare a piedi Via Ricci. Anche qui non sarebbe fuori luogo aggiungere la segnaletica per le bici. Qualche dubbio può sorgere, sia nei ciclisti che negli automobilisti, per l’attraversamento di Via Reggianini.
Al contrario, possono risultare molto pericolosi i successivi attraversamenti delle vie Papazzoni e Castiglioni, perché, pur essendo tratti molto brevi, le auto li percorrono, assurdamente, a forte velocità, anche se poi devono dare la precedenza per immettersi (solo svolta a destra) sul viale. Pure quei due attraversamenti sono solo pedonali. Insomma, in una pista ciclabile di poche centinaia di metri si deve scendere e attraversare a piedi quattro volte, con una frequenza da ciclocrossista. Di vero ciclocross però si scrive più avanti.
L’ultimo tratto della pista di Viale Reiter ha il problema del fondo; da molti anni è rovinato, tanto che a volte le bici passano sul marciapiede, che non è certo un tappeto da biliardo, ma solo un po’ meno sconnesso.
L’alternativa a questa ciclabile è quella parallela di Viale Caduti in Guerra, anch’essa non esente da problemi. Partendo da Piazzale Bruni, questo viale ha due piste per le bici, ovviamente una su ogni lato. Sul versante nord poi est, come rilevato in una precedente puntata, è in ottimo stato, ma, dopo l’attraversamento di Via Ricci e fino al suo termine all’incrocio con Via Tagliazucchi, ha un fondo pessimo, rovinato dalle coperture di scavi effettuati negli ultimi anni. Gobbe di piccole dimensioni si alternano a quelle longitudinali presenti per quasi tutto il tratto; una sorta di montagne russe per ciclisti. Partendo dall’ex Cinema Principe, sull’altro lato del Viale, ecco la Passeggiata delle Mura, marciapiede per pedoni e pista per biciclette. Quest’ultima però, fino a San Giovanni del Cantone, non è asfaltata. Con clima secco, il residuo ghiaino presente è un’insidia per le ruote, mentre dopo una giornata di pioggia si trasforma, questa sì, in una specie di pista cittadina per ciclocross. In alcuni punti le pozzanghere e il fango permangono per diversi giorni.
Il resto di questa pista, anche dopo Via Emilia, è invece in condizioni discrete, più che accettabili, anche lungo il tratto del Parco, addirittura ottime nel tratto di Viale Vittorio Veneto fino al Palazzo dei Musei.
Pista ciclabile sui generis è quella di Corso Vittorio: in mezzo ci sono gli alberi e le relative aiuolette. Volendo ci si può anche sbizzarrire facendo slalom. Qui comunque non ci sono alternative, salvo l’abbattimento delle piante, soluzione impossibile per mille validi motivi.
In conclusione torniamo sul ciclocross: la Passeggiata delle Mura, che costeggia i Giardini Ducali e l’Orto Botanico, per la sua posizione a due passi dal centro, meriterebbe una risistemazione generale. Ora come ora, oltre che scomoda per le bici, è anche bruttina alla vista.
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