Gazzetta di Modena

Modena

Vince il bando Asp, ma se vuole lavorare deve prima pagare

Il lavoro è un diritto. Almeno tale dovrebbe essere. E dovrebbe essere una fonte di guadagno e non di spesa. Ma quando dalla teoria si passa alla pratica ci si accorge che non sempre è così e che, a...

2 MINUTI DI LETTURA





Il lavoro è un diritto. Almeno tale dovrebbe essere. E dovrebbe essere una fonte di guadagno e non di spesa. Ma quando dalla teoria si passa alla pratica ci si accorge che non sempre è così e che, a volte, per lavorare occorre pagare. Sì, esatto: pagare. E profumatamente.
IL CONCORSO Questa è la storia di un fisioterapista della Bassa, laureato da un anno e mezzo circa: lo chiameremo Marco per evitargli ulteriori problemi. Marco ha un impiego precario e lontano da casa. Poi l’occasione. L’Asp cerca proprio dei fisioterapisti: un contratto di un anno, prorogabile di altri sei mesi, in alcune case di residenza e centri diurni della Bassa. Si apre così il bando e Marco riesce ad ottenere uno dei lotti.
LA BEFFA Ma la soddisfazione dura poco: «Ai candidati - spiega - è stato richiesto l’onere di pagare la stipula del contratto (cento euro), ma la cosa più inammissibile è che ai vincitori dei diversi lotti è imposto il pagamento di una cauzione pari al 10% dell’importo totale. Si parla di cifre che vanno dai 2500 ai 4500 euro. Viene dato per scontato che una persona che supera la gara grazie alle sue competenze, abbia da parte un’importante somma di denaro, senza la quale non può accettare l’incarico. Chi vince il lotto deve avere per forza una cospicua somma di denaro da parte, oppure una banca o un’assicurazione devono fare da garante per lui, altrimenti non lavora. Ergo, chi è più facoltoso avrà la precedenza».
LA LEGGE Una cauzione che funziona da garanzia per l’azienda pubblica, nel caso in cui il vincitore dell’appalto non porti a termine il lavoro. Norma utilissima se si parlasse, ad esempio, della costruzione di un ponte, senza senso se il lavoro in questione è la riabilitazione di persone anziane o disabili, dato che non ci sarebbe alcun danno economico. Tanto che la legge di riferimento dice che si può non chiedere la cauzione in caso di «prodotti d’arte, macchinari, strumenti e lavori di precisione l’esecuzione dei quali deve essere affidata a operatori specializzati». «Ciò significa - incalza Marco - che l’amministrazione potrebbe, in alcuni casi, non richiedere la garanzia, e probabilmente anche in questo, dato che viene fornito un bene non tangibile e, per questo, non a rischio di inadempimenti economici».
Marco non vuole pagare per lavorare e l’Asp, per ora, ha preso tempo.
Giovanni Balugani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google