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Cemento nel parco, Bellelli non illude

di Valeria Cammarota
Cemento nel parco, Bellelli non illude

Erano sedici i presenti, tra residenti e commercianti del quartiere compreso tra via Nuova Ponente e via Orazio Vecchi, all’incontro organizzato con il sindaco Alberto Bellelli. Si doveva discutere...

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Erano sedici i presenti, tra residenti e commercianti del quartiere compreso tra via Nuova Ponente e via Orazio Vecchi, all’incontro organizzato con il sindaco Alberto Bellelli. Si doveva discutere dei disagi cui si andrà incontro a causa della costruzione della palazzina destinata a padri separati in difficoltà economiche, nel parco adiacente ad abitazioni, negozi e uffici. Motivo del disagio, l’edificio che sorgerà su un terreno di proprietà della Diocesi e che si prevede sarà costituito di due piani, per un totale di quattro appartamenti.
Già da ora, a pochi giorni dall’inizio del cantiere, gli animi di chi nella zona vive, lavora e parcheggia le proprie vetture, sono infuocati. Tempestiva, dal canto suo, la risposta del primo cittadino cui è stato chiesto un appuntamento per discutere dei margini per un eventuale annullamento del progetto.
Luisa Pini, residente in via Nuova Ponente, si è fatta portavoce delle ragioni dei componenti il gruppo di protesta. «Non sappiamo quali persone verranno accolte in questo nuovo immobile - spiega - e la nostra richiesta è che la Diocesi costruisca in qualche altro terreno di sua proprietà. In caso contrario, i lavori ridurranno notevolmente il verde e le postazioni auto».
Molti dei presenti hanno inoltre sostenuto come, al momento dell’acquisto della propria casa, nessuno li avesse informati dell’edificabilità della zona. Va da sé che il gruppo si è approssimato all’incontro con Bellelli con un lungo elenco di ragioni volte a bloccare il progetto.
Il sindaco, nel corso di un colloquio durato oltre un’ora, cui erano presenti anche l’assessore Simone Tosi e l’ingegner Carboni, ha dunque sgombrato il campo dalle supposizioni degli ultimi giorni, spiegando lo storico dell’autorizzazione a costruire. Un percorso che risale al 2001 e che, nel 2007, è stata rinnovata riducendo la metratura edificabile.
«La concessione di tipo urbanistico fatta anni fa, già da allora prevedeva quanto si sta verificando oggi - ha spiegato Bellelli - Si tratta di un piano regolatore che viene da lontano. Dal punto di vista sociale, però, non posso negare come un’esigenza sociale di questo tipo sia davvero molto presente, a Carpi. Trovo, pertanto, giusto soddisfare questo tipo di bisogni».
Il gruppo si è poi recato a colloquio dal vescovo Cavina, senza ottenere risultati, se non la sua comprensione per i possibili disagi che si potrebbero verificare nelle fasi del cantiere. Il prossimo passo sarà, pertanto, quello di una petizione. «Proveremo anche questa strada», ha spiegato Luisa Pini.

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