Cemento scadente a scuola i tempi si allungano ancora
Finale. Sopralluogo dei periti per decidere le “regole di ingaggio” sulle analisi Il tecnico del tribunale chiede altro tempo. Il caso “Frassoni” discusso in Consiglio
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FINALE. Servirà ancora tempo per decretare il futuro delle scuole medie di Finale, costruite con calcestruzzo depotenziato e su cui gravano numerose incognite. È infatti in corso l’incidente probatorio disposto dal gip Eleonora Pirillo che segue il procedimento penale, ma parallelamente il giudice civile, su richiesta di A&C Costruzioni, ha dato mandato di effettuare un accertamento tecnico preventivo - nominando un altro perito - che avrà 120 giorni per valutare la sicurezza della struttura. Sul futuro incombe poi la competenza territoriale dopo che l’inchiesta sui capannoni privati è già stata trasferita a Piacenza. È lì che ha sede la Betonrossi i cui dirigenti sono accusati di associazione a delinquere e che dal maggio 2016 non hanno più alcun rapporto di lavoro con l’impresa mirandolese che ha sospeso ogni fornitura.
Ma quando si potrà definire un cronoprogramma sulle scuole? L’udienza di fine mese avrebbe dovuto fornire alcune indicazioni più precise, ma il prof. Mario De Stefano (consulente incaricato dal tribunale) ha chiesto ulteriore tempo per le valutazioni tecniche che tutti i periti delle parti coinvolte (Betonrossi, A&C, Regione e Comune di Finale) dovranno elaborare. Quindi è più che preventivabile un altro rinvio. Ieri, infatti, c’è stata un doppio sopralluogo - sia per la parte penale che per il percorso civile - alle “Frassoni” dove sono state definite le “regole d’ingaggio” scientifiche sui dati che emergeranno dalle prove effettuate sui “cubetti”, i campioni di calcestruzzo prelevati dalla scuola e inviati all’università Federico II di Napoli dopo che le analisi del Politecnico di Milano erano risultate piuttosto allarmanti e negative.
Solo dopo l’incidente probatorio e l’accertamento tecnico preventivo sarà possibile capire come - e se sarà possibile - intervenire per garantire una sicurezza assoluto alla struttura, inaugurata ad aprile 2016 e mai aperta.
I ritardi delle valutazioni tecniche avranno comunque ricadute immediate anche sulla didattica scolastica visto che gli alunni di elementari e medie, tutti ospitati nelle scuole di via Rovere, sono in aumento e gli spazi iniziano a latitare senza avere la possibilità di pensare al trasloco dei ragazzini più grandi in viale della Rinascita.
Ai sopralluoghi di ieri, durati tutto il giorno, ha partecipato anche il sindaco Sandro Palazzi, con il perito nominato dal Comune e all’avvocatura della Provincia, che ha assunto l’incarico dopo che l’avvocato Roberto Spallone aveva rimesso il mandato per “mancanza di sintonia”. La strategia è stata discussa in Consiglio comunale dopo un’interrogazione di Pierpaolo Salino (lista civica Terzi). Sono stati analizzati i costi dell’operazione e il sindaco ha svelato come l’avvocatura della Provincia avesse inizialmente comunicato di non “avere una sufficiente capacità e competenza” per rappresentare il Comune, salvo poi scegliere di affiancarlo dopo l’addio di Spallone. Ma non è comunque escluso che Finale cerchi un nuovo legale per uscire da un ginepraio sempre più complicato. (fd)
Ma quando si potrà definire un cronoprogramma sulle scuole? L’udienza di fine mese avrebbe dovuto fornire alcune indicazioni più precise, ma il prof. Mario De Stefano (consulente incaricato dal tribunale) ha chiesto ulteriore tempo per le valutazioni tecniche che tutti i periti delle parti coinvolte (Betonrossi, A&C, Regione e Comune di Finale) dovranno elaborare. Quindi è più che preventivabile un altro rinvio. Ieri, infatti, c’è stata un doppio sopralluogo - sia per la parte penale che per il percorso civile - alle “Frassoni” dove sono state definite le “regole d’ingaggio” scientifiche sui dati che emergeranno dalle prove effettuate sui “cubetti”, i campioni di calcestruzzo prelevati dalla scuola e inviati all’università Federico II di Napoli dopo che le analisi del Politecnico di Milano erano risultate piuttosto allarmanti e negative.
Solo dopo l’incidente probatorio e l’accertamento tecnico preventivo sarà possibile capire come - e se sarà possibile - intervenire per garantire una sicurezza assoluto alla struttura, inaugurata ad aprile 2016 e mai aperta.
I ritardi delle valutazioni tecniche avranno comunque ricadute immediate anche sulla didattica scolastica visto che gli alunni di elementari e medie, tutti ospitati nelle scuole di via Rovere, sono in aumento e gli spazi iniziano a latitare senza avere la possibilità di pensare al trasloco dei ragazzini più grandi in viale della Rinascita.
Ai sopralluoghi di ieri, durati tutto il giorno, ha partecipato anche il sindaco Sandro Palazzi, con il perito nominato dal Comune e all’avvocatura della Provincia, che ha assunto l’incarico dopo che l’avvocato Roberto Spallone aveva rimesso il mandato per “mancanza di sintonia”. La strategia è stata discussa in Consiglio comunale dopo un’interrogazione di Pierpaolo Salino (lista civica Terzi). Sono stati analizzati i costi dell’operazione e il sindaco ha svelato come l’avvocatura della Provincia avesse inizialmente comunicato di non “avere una sufficiente capacità e competenza” per rappresentare il Comune, salvo poi scegliere di affiancarlo dopo l’addio di Spallone. Ma non è comunque escluso che Finale cerchi un nuovo legale per uscire da un ginepraio sempre più complicato. (fd)
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