Gazzetta di Modena

Modena

«I chioschi? Erano già censiti dal catasto» 

«I chioschi? Erano già censiti dal catasto» 

L’urbanista Stanghellini “smonta” l’accusa di abuso edilizio. Intanto aprono le 3 baracchine superstiti

2 MINUTI DI LETTURA





Il Parco di Modena è in realtà uno spazio urbano definito da decenni da percorsi di viabilità e da strutture interne come i chioschi. Anzi, i chioschi risalgono a 50 anni fa e lo dimostra addirittura il fatto che sono inseriti in apposite particelle catastali. Non sono manufatti abusivi (almeno, non del tutto) ma anzi sono censiti dal catasto come manufatti per servizi. Questa constatazione, fatta dal professor Stefano Stanghellini, docente all’università a Venezia e ex presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, ha dato “legittimazione” oltre che credibilità all’operazione della Giunta Pighi per la riqualificazione del parco e il controverso progetto dei nuovi chioschi. Lo ha detto ieri proprio nella seduta-fiume sul caso Chioschi: sette ore filate condotte dal giudice Barbara Malvasi. La ricostruzione di Stanghellini, consulente per la difesa, ha insomma demolito la tesi dell’accusa secondo la quale ci sarebbe stata una lottizzazione abusiva. L’esperto di urbanistica e altri due consulenti della difesa - l’architetto Maurizio Tarantola e l’esperto nazionale di piani regolatori Gianfranco Pagliettini - hanno ribadito la correttezza dell’operato del Comune e dei due dirigenti oggi imputati: Villanti e Stancari.
Soprattutto è stato ribadito che la norma del Rue secondo l’accusa disattesa non aveva alcun valore rispetto alla forza legale del Poc e del Psc, che non impedivano la costruzione dei chioschi.
Intanto sta per cominciare un’altra stagione estiva con i chioschi sotto sequestro giudiziario. Ma non tutti. I vecchi chioschi del Parco delle Rimembranze anche quest’anno potranno infatti essere utilizzati per la stagione estiva, se in regola con i requisiti igienico sanitari e di sicurezza previsti dalle norme. La giunta comunale ha infatti approvato la delibera che consente fino al 15 settembre l’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai titolari delle strutture ancora esistenti, non soggette a sequestro penale, che ne faranno richiesta. La delibera, in linea con quella degli anni precedenti, è volta a consentire la fruizione del parco con strutture di servizio garantendone la vivibilità e una maggiore sicurezza. Le tre strutture interessate sono il Lido Park in viale Martiri 37, Serafini in viale delle Rimembranze 5 ed El Paseo (ex Blue Moon) in via de’ Fogliani.
Carlo Gregori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google