riaperti i negozi etnici
In via Crispi tornano spaccio e bottigliate
di Stefano Totaro
Via Crispi, via Nicolò dell’Abate, via Mazzoni: la festa è finita da quando le serrande si sono rialzate. I residenti, dopo un interregno di uno, due mesi, sono ripiombati nel solito ambiente, tra...
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Via Crispi, via Nicolò dell’Abate, via Mazzoni: la festa è finita da quando le serrande si sono rialzate.
I residenti, dopo un interregno di uno, due mesi, sono ripiombati nel solito ambiente, tra droga e risse, con il quale quotidianamente devono convivere loro malgrado.
«Grazie ai controlli e alle retate- spiegano - sono stati emessi dei provvedimenti dalla questura che hanno consentito al chiusura di due negozi etnici, uno su via Crispi l’altro nello stradello che collega Crispi con via dell’Abate. Ora che soprattutto quest’ultimo ha riaperto i battenti dopo un mese di chiusura forzata, la situazione è tornata ed essere quella di sempre».
I residenti infatti lamentano capannelli di persone, sotto al portico e lungo la strada, all’interno dei quali avvengono scambi di droga, clienti che arrivano in auto e che vengono riforniti da giovani in bicicletta. «Ci sono le prostitute, alcune di queste attirano i clienti e li portano negli appartamenti in queste strade. Ci sono gli spacciatori, c’è tutto un via vai di giovanissimi in bicicletta. Insomma si è ricreato il giro».
E il giro, come hanno constatato le forze dell’ordine a forza di effettuare sequestri, denunce ed arresti, si snoda dalla stazione, passa per la zona R-Nord per poi sfociare al perciò XXII Aprile, zone in continuo contatto per i rifornimenti reciproci. E quando qualcosa va storto, quando i conti non tornano o qualcuno ha commesso qualche sgarro nelle consegne, ecco che scoppiano le risse.
«Già al pomeriggio - spiega un residente che abita proprio nella zona più “calda” - ho cominciato a sentire delle urla. Non era il solito “vociare”, normalmente con volumi molto alti, che fanno gli habitué dei negozi. C’era già della tensione. Poi verso sera ecco il “suono” classico della rissa, quello di cui ormai siamo esperti. Mio sono un po’ affacciato, non avevo la visuale sugli scontri ma ho visto persone accorrere , altre scappate. Poi sono arrivate l’ambulanza e le forze dell’ordine. Sono sceso in strada: c’erano dei feriti lievi, un altro invece è finito in ospedale, c’era del sangue, forse una taglio con una bottigliata o con un coltello».
Dunque tutto come prima: l’auspicio di chi abita nei pressi della stazione e che non si sia abbassata la guardia ma che riprendano con forza i controlli e i blitz mirati, «perché i vigili, la polizia e i carabinieri - dicono i residenti- sanno benissimo dove andare».
Stefano Totaro
I residenti, dopo un interregno di uno, due mesi, sono ripiombati nel solito ambiente, tra droga e risse, con il quale quotidianamente devono convivere loro malgrado.
«Grazie ai controlli e alle retate- spiegano - sono stati emessi dei provvedimenti dalla questura che hanno consentito al chiusura di due negozi etnici, uno su via Crispi l’altro nello stradello che collega Crispi con via dell’Abate. Ora che soprattutto quest’ultimo ha riaperto i battenti dopo un mese di chiusura forzata, la situazione è tornata ed essere quella di sempre».
I residenti infatti lamentano capannelli di persone, sotto al portico e lungo la strada, all’interno dei quali avvengono scambi di droga, clienti che arrivano in auto e che vengono riforniti da giovani in bicicletta. «Ci sono le prostitute, alcune di queste attirano i clienti e li portano negli appartamenti in queste strade. Ci sono gli spacciatori, c’è tutto un via vai di giovanissimi in bicicletta. Insomma si è ricreato il giro».
E il giro, come hanno constatato le forze dell’ordine a forza di effettuare sequestri, denunce ed arresti, si snoda dalla stazione, passa per la zona R-Nord per poi sfociare al perciò XXII Aprile, zone in continuo contatto per i rifornimenti reciproci. E quando qualcosa va storto, quando i conti non tornano o qualcuno ha commesso qualche sgarro nelle consegne, ecco che scoppiano le risse.
«Già al pomeriggio - spiega un residente che abita proprio nella zona più “calda” - ho cominciato a sentire delle urla. Non era il solito “vociare”, normalmente con volumi molto alti, che fanno gli habitué dei negozi. C’era già della tensione. Poi verso sera ecco il “suono” classico della rissa, quello di cui ormai siamo esperti. Mio sono un po’ affacciato, non avevo la visuale sugli scontri ma ho visto persone accorrere , altre scappate. Poi sono arrivate l’ambulanza e le forze dell’ordine. Sono sceso in strada: c’erano dei feriti lievi, un altro invece è finito in ospedale, c’era del sangue, forse una taglio con una bottigliata o con un coltello».
Dunque tutto come prima: l’auspicio di chi abita nei pressi della stazione e che non si sia abbassata la guardia ma che riprendano con forza i controlli e i blitz mirati, «perché i vigili, la polizia e i carabinieri - dicono i residenti- sanno benissimo dove andare».
Stefano Totaro
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