Pini e Richetti portano il caso in Ministero
Molte le reazione in campo politico alla notizia della riattivazione della concessione “Bugia”. I parlamentari modenesi del Pd Giuditta Pini e Matteo Richetti hanno presentato un’interrogazione al...
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Molte le reazione in campo politico alla notizia della riattivazione della concessione “Bugia”. I parlamentari modenesi del Pd Giuditta Pini e Matteo Richetti hanno presentato un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente: «Siamo molto dubbiosi sulla scelta di autorizzare questi sondaggi tra l’altro non più tardi di un mese fa altre autorizzazioni sono state rilasciate per l’area della Fantozza ed anche lì si sono avute mobilitazioni: vogliamo sapere dal ministro Galletti se è possibile intervenire per bloccare il procedimento o capire in che modo gli Enti locali possono essere coinvolti e messi in condizione di incidere».
All’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo, invece, scrivono Alessandra Di Bartolomeo e Cesare Galantini di Sinistra Italiana per quanto concerne la concessione Fantozza della zona di Novi: «Il suo atteggiamento è incomprensibile: prima ha revocato la sospensione delle perforazioni, poi ha di nuovo autorizzato indagini geologiche e geofisiche. Ci faccia capire cosa vuole fare».
All’attacco anche Giulia Gibertoni, consigliere regionale Cinquestelle: «Lo sblocco della concessione Fantozza ci conferma che della prevenzione di subsidenza, dissesto idrogeologico, inquinamento e della tutela del suolo in fin dei conti al PD importa poco o niente: le concessioni si moltiplicano e l'Emilia-Romagna risulta perfino la prima tra le regioni per permessi di ricerca. Gli assessori Costi e Gazzolo vengano in commissione al più presto a spiegarci come mai lo sviluppo economico di pochi consente la svendita del territorio di tutti. E perché la Regione ha deciso di non difendere in nessun modo l’area del cratere dalle pretese della politica nazionale. Come mai non è stata fatta alcune ferma mediazione con il Governo per evitare il dilagare di permessi di ricerca? Inutile nascondersi dietro a un dito: il permesso di ricerca prelude purtroppo all’estrazione, ne costituisce soltanto il primo passaggio. Ma ricadute economiche significative sul territorio non ce ne sono per nulla: soltanto gli svantaggi restano molto evidenti a fronte di quantità e qualità di idrocarburi risibili e royalties irrilevanti».
All’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo, invece, scrivono Alessandra Di Bartolomeo e Cesare Galantini di Sinistra Italiana per quanto concerne la concessione Fantozza della zona di Novi: «Il suo atteggiamento è incomprensibile: prima ha revocato la sospensione delle perforazioni, poi ha di nuovo autorizzato indagini geologiche e geofisiche. Ci faccia capire cosa vuole fare».
All’attacco anche Giulia Gibertoni, consigliere regionale Cinquestelle: «Lo sblocco della concessione Fantozza ci conferma che della prevenzione di subsidenza, dissesto idrogeologico, inquinamento e della tutela del suolo in fin dei conti al PD importa poco o niente: le concessioni si moltiplicano e l'Emilia-Romagna risulta perfino la prima tra le regioni per permessi di ricerca. Gli assessori Costi e Gazzolo vengano in commissione al più presto a spiegarci come mai lo sviluppo economico di pochi consente la svendita del territorio di tutti. E perché la Regione ha deciso di non difendere in nessun modo l’area del cratere dalle pretese della politica nazionale. Come mai non è stata fatta alcune ferma mediazione con il Governo per evitare il dilagare di permessi di ricerca? Inutile nascondersi dietro a un dito: il permesso di ricerca prelude purtroppo all’estrazione, ne costituisce soltanto il primo passaggio. Ma ricadute economiche significative sul territorio non ce ne sono per nulla: soltanto gli svantaggi restano molto evidenti a fronte di quantità e qualità di idrocarburi risibili e royalties irrilevanti».
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